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Le verità nascoste  a cura di Orazio Paternò
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PROMESSE A (STOMACO) VUOTO

 

 
Il ballificio delle false speranze aveva esaurito il campionario degli alimenti da evitare: no ai carboidrati perché ingrassano, no alle proteine perché uccidono, no ai grassi perché uccidono e ingrassano. A questo aggiungiamo qualche sottoprodotto del terrorismo alimentare come la farina bianca, il latte e lo zucchero bianco. Lo stigma per tutto questo era oramai affogato in un trombonismo figlio della reiterazione di cui mi sono già ampiamente occupato. Non c’era più alcun angolo di disagio da riservare a ciò che è materialmente commestibile. Non era più possibile (s)ragionare a stomaco pieno. Si doveva cambiare radicalmente, andare oltre. Elevare lo sguardo verso il trash-endente. E celebrare con enfasi le proprietà taumaturgiche dello stomaco vuoto. O del DIGIUNO, se preferite un termine più “asciutto”. Quali sono i limiti di questo neo-ascetismo da salotto?

  
1. "IL DIGIUNO MIGLIORA LA RISPOSTA IMMUNITARIA"

Gli studi sugli effetti immunoregolatori del digiuno sono stati fatti sui topi (presto per trarre conclusioni sugli umani) e sui pazienti oncologici. Cioè su malati gravi. Per i quali non valgono le stesse leggi fisiologiche in vigore sui soggetti sani. Tant'è che se negli oncologici le proteine animali vengono soppresse (stimolano un ormone che promuove la crescita cellulare, l'IGF-1), nei sani sono indispensabili per la salute

 

2. Il digiuno promuove una serie di effetti collaterali tra cui la produzione di CORPI CHETONICI, cioè dei grassi "bruciati male", per usare un termine prosaico. Una sorta di benzina di scarto su cui si ripiega in nome della sopravvivenza. Perché durante il digiuno i grassi si "bruciano male"? Per mancanza di zuccheri, “sherpa” di sostanze che innescano la reazione per bruciare i grassi in modo pulito. In caso di necessità cuore, cervello e muscoli si adattano a consumare i famigerati corpi chetonici. Al prezzo di pagarne lo scotto sul lungo periodo. I corpi chetonici sono prodotti acidi, mal tollerati dall'organismo. Infatti i manuali di medicina sono inflessibili riguardo alla acidità scatenata da alti livelli di corpi chetonici, la famigerata chetosi, e dicono che un soggetto dovrebbe avere un livello di corpi chetonici uguale a zero. La forma più perniciosa di chetosi è il coma diabetico...

Il digiuno potrebbe dare danni limitati in chi ha tutto un sistema in fisiologia: acqua extracellulare a posto, buon livello di massa magra, niente infiammazione né ritenzione idrica. Ma quanti si trovano in queste condizioni? Solo il 30% della popolazione. E il resto? Il digiuno non farebbe altro che aumentare lo stato di stress fisiologico e la chetosi alzerebbe il grado infiammatorio. Con buona pace per la cellulite…

3. Inoltre che senso avrebbe promuovere il digiuno nei soggetti in fisiologia e magari sportivi? Cioè metterli in condizione di cannibalizzare la propria massa magra per

a) far fronte all'esigenza di zuccheri (nel digiuno i muscoli vengono ridotti a zuccheri)

b) placare la fame di tamponi dell’organismo per  arginare lo stato di acidosi indotto dal digiuno

Il digiuno per uno sportivo è come cercare di vincere una gara di 100 metri correndo carponi…

 

4. “IL DIGIUNO ACCELERA IL METABOLISMO!” Puro ottimismo di propaganda, dato che il declino della massa magra cannibalizzata dal bisogno urgente di energia non fa altro che ridurre la nostra spesa energetica giornaliera. Meno mangio, meno brucio.

5. IL DIGIUNO DISINTOSSICA!” Affermazione da esiliare sul pianeta Imbarazzo, vista la mole di corpi chetonici (elementi tossici, abbiamo detto) indotti dal digiuno.

Anche la dieta del digiuno risponde alla oramai sgualcita ricerca della soluzione ideale alle proprie ansie esistenziali di consumatori di patacche placcate in ottone. Tant’è che questa dieta è stata caricata anche di significati simbolici. In una corsa forsennata al peggio. Quand’è che recupereremo qualche brandello di riscossa?