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Le verità nascoste  a cura di Orazio Paternò
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Le creme anti-pancia-rughe-cellulite, bracciali dell’equilibrio: 
tra evidenze scientifiche, fantascienza e business

   
Difficile un abbrivio equilibrato per un tema che meriterebbe espressioni da trivio che seppelliscano una volta per tutte quella congerie di prodotti-panacea, moderni surrogati delle antiche pozioni miracolose che sarebbero dovute restare confinate storicamente al medioevo e letterariamente alla favolistica o al fantasy.

Tra Maggio e Giugno, oramai è consuetudine, la pubblicità inizia a titillare il velopendulo del consumatore pigro e sprovveduto con una serie di illusionismi che ripetono come un mantra frasi magiche  come: “basta una tavoletta al giorno per dimagrire in modo permanente!”,

“ ...favorisce la riduzione degli accumuli adiposi, combatte i segni dell’invecchiamento cutaneo...”,

“ 30 giorni di trattamento contro gli inestetismi della cellulite”, “Applicare il gel sull’addome prima di dormire per vederlo scolpito e rassodato in 4 settimane!”, “Crema per combattere tutti i tipi di rughe!”, “crema dalla formula esclusiva, efficace contro gli inestetismi della cellulite e per il rassodamento dei tessuti”, “la silhouette riprende forma, la pelle a materasso si attenua rapidamente e il corpo è più sodo che mai!”...

Formule talmente sfacciate da essere persino imbarazzanti. Un mercato selvaggio dove si va dalla raffinata prosa parascientifica (bagno anticellulite dermoattivo, acido ximeninico in sinergia con fitoestratti di caffé, aumenta l’ossigenazione dei tessuti, biohydra-complex con frazioni attive di ippocastano con proprietà vasocostrittrici, BioslimAge-Complex che favorisce la riduzione degli accumuli adiposi, plancton termale e atomizzato di acqua di mare con effetti energizzanti, Intra-Cellular-System con provata azione antirughe, sistema di vettoriamento del retinolo ...), a gabellare per prove inconfutabili le dichiarazioni “spontanee” di chi ha provato il prodotto: “dopo 4 settimane di utilizzo quotidiano l' 86% ha constatato l' effetto rassodante, il 71% quello snellente". Sia mai diffidare degli “oggettivi” indici di gradimento di qualche carneade.

 Come capire se il claim, cioè l’affermazione del messaggio pubblicitario, è una onesta dichiarazione di efficacia del prodotto oppure l’infido miraggio di una pseudoscienza raffinata, invitante, ma ingannevole?

C’è un modo legato al buon senso che invita a diffidare di chi promette miracoli senza fatica. I rimedi anti-ciccia-cellulite-rughe, per esempio, sono centinaia. Se solo uno funzionasse meriterebbe il nobel e il controllo del mercato. Invece tutti  si spintonano assiepati nel caravanserraglio alla gabbia “terapodi d’assalto” e si combattono a suon di slogan da neurodeliri in una corsa dove non ci sono vincitori, ma solo gregari votati a pari merito alla frode. Questo, almeno, in molti casi.

Oppure ci si può armare di pazienza e compulsare le sentenze emanate dall’AGCM (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato) per pubblicità ingannevole, o le documentazioni di alto profilo scientifico di istituzioni come l’IFO (Istituti Fisioterapici Ospedalieri), l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) e l’EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare). L’INRAN è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole, mentre L’IFO collabora col Ministero della Salute e si occupa di ricerca in campo oncologico e dermatologico. L’EFSA, infine, è un punto di riferimento in tutta Europa nella tutela di alimenti e mangimi da possibili frodi o pubblicità ingannevoli. In stretta collaborazione con le autorità nazionali e in aperta consultazione con le parti interessate, fornisce consulenza scientifica indipendente e comunica in maniera chiara su rischi esistenti ed emergenti.

 
Il numero delle sanzioni per pubblicità ingannevole è vastissimo. Se andate alla voce “provvedimenti” sul sito dell’AGCM e digitate la parola “cellulite” trovate ben 210 risultati. Quasi tutti casi risolti con condanne per pubblicità ingannevole. E solo per i prodotti anticellulite. Cercando tra le pene comminate alle creme antirughe abbiamo 431 risultati, 443 alla voce “creme pancia”, 775 alla voce “calo peso”, 2567 alla voce “creme viso”. E gli elenchi sono in continuo aggiornamento.

Per non diventare stucchevole ed evitare di diffondere crisi depressive mi sono limitato all’analisi delle marche e dei prodotti più popolari, ma non certo nel prezzo.

 
Per ogni prodotto, chiamato con nome e cognome, ho subito segnalato l’entità della sanzione. Qualcuno si potrebbe accontentare di quella che è già una solida prova di malafede. Per i più curiosi, invece, ho precisato le motivazioni scientifiche che hanno detto perché il prodotto non poteva rispondere ai requisiti vantati e che hanno portato alla sentenza di condanna. Ho segnalato anche le rare approvazioni dell’autorità garante al messaggio pubblicitario. 

 
Inizio l’esplorazione nella selva delle patacche pseudoscientifiche con quel simpatico braccialetto in silicone, il Power Balance, simbolo di un messaggio pubblicitario diretto ad un consumatore considerato alla stregua di un bambino tonto o di un anziano un po’ rinco. Dalla patacca del bracciale dai super poteri passerò al princisbecco delle creme miracolose, con una disamina delle sentenze sulle più popolari creme antirughe e anticellulite. Anche in questo campo, eccetto un prodotto accolto favorevolmente dall’AGCM, si sprecano messaggi pubblicitari reboanti che cantano ditirambi sulle virtù snellenti-dimagranti-ringiovanenti, ma che...nessuno ha mai dimostrato!

 

PS6307 - POWER BALANCE-BRACCIALE IN SILICONE

Provvedimento n. 21956

22/12/2010

Multa: 350.000 euro (300.000 a Power Balance Italy S.r.l. e 50.000 a Sport Town S.r.l.) per pubblicità ingannevole

Claim-Cosa si dice del prodotto: “Power balance è il sistema energetico più avanzato disponibile oggi nel mondo. E’ un amplificatore naturale di energia che sintonizza immediatamente il tuo corpo per avere grandi prestazioni. Aumento di resistenza, forza, equilibrio, flessibilità... un sistema energetico, un amplificatore naturale di energia che, entrando in risonanza con i sistemi elettronici chimici e biologici del nostro corpo ne aumenta l’efficienza istantaneamente...adatto per qualsiasi tipo di sport...riduce stress, dolori cronici, mal d’auto, mal di mare e altro...  progettato per aumentare l’equilibrio, la coordinazione, la forza, la flessibilità e la resistenza”

 

Discussione

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) dichiara che nella documentazione prodotta dalla ditta non sono presenti studi relativi agli aspetti di miglioramento muscolare né di miglioramento della flessibilità. Cioè, hanno raccontato balle! Inoltre mancano studi di confronto con il placebo e studi in doppio cieco-randomizzati su grandi numeri. Cioè, manca l’A-B-C di una seria prova scientifica. Allora, di che parliamo? Senza uno straccio di documentazione scientifica che abbia seguito dei parametri non dico rigorosi, ma almeno decorosi, si fanno le solite chiacchiere da bar...Gli altri limiti dello studio presentato dalla Power Balance sono: l’esiguità del campione di soggetti esaminati, l’uso di un questionario (soggettivo e ben lontano dalla scientificità oggettiva), l’assenza di valutazione di eventuali rischi ed effetti collaterali, prove con e senza bracciale effettuate con intervalli di tempo troppo brevi per poter escludere qualunque effetto dovuto all’apprendimento e, infine, non si è tenuta in considerazione la variabilità fisiologica dell’esame stabilometrico (ciascun esame è stato effettuato una sola volta).

Inoltre l’ISS osserva che chi ha allegato lo studio (non ancora concluso, tra l’altro!) condotto al Don Gnocchi sul bracciale ammette che non c’è «abbastanza casistica per trarre conclusioni scientificamente adeguate». No comment...

 
Ora, per sorridere un po’, leggiamo la difesa della ditta produttrice...

“...il professionista non avrebbe mai commissionato studi medico-scientifici sui prodotti Power Balance e la documentazione depositata non avrebbe il fine di dimostrare scientificamente determinate proprietà o effetti dei bracciali e delle collane sull’equilibrio, sulla forza e sulla resistenza fisica, ma testimonierebbe l’interesse suscitato in diversi scienziati italiani e stranieri dal fenomeno di costume rappresentato dalla diffusione di tali prodotti. Gli studi prodotti in atti sarebbero stati redatti senza alcuna pretesa di fornire riscontri in termini di evidenza statistica o scientifica.”

Ma quali prove scientifiche. Tutta quella grancassa sugli effetti del bracciale sono solo frutto di opinioni o, al massimo, di curiosità degli scienziati verso una moda. Si naviga a vista.

Il siparietto prosegue: “...Power Balance LLC e, di conseguenza, tutti i suoi distributori esclusivi in Europa, tra cui Power Balance Italy, avrebbero sempre sostenuto in modo chiaro e trasparente che gli effetti dei prodotti oggetto del procedimento sono riferiti dai numerosi utilizzatori dei prodotti senza pretendere di attribuire basi scientifiche o certezza di risultati all’uso dei prodotti stessi.”

Orsù zuzzurelloni, non avrete mica creduto che facessimo sul serio? E tutte quelle proprietà sul miglioramento dell’equilibrio, della prestazione, del “campo energetico”...? Magari qualcuno le dimostrerà...un giorno. Noi no di certo. Ora dobbiamo vendere...

Il capolavoro retorico si condensa in questa memorabile frase:

“...il successo riscontrato dai prodotti in tutto il mondo non sarebbe direttamente riconducibile solo agli effetti sperimentati dall’utilizzatore finale, ma in gran parte all’eccezionale gradimento che i medesimi prodotti hanno riscontrato quale fenomeno di costume.” Cosa contano delle prove scientifiche rispetto al GRADIMENTO per il prodotto? Un gradimento magari gonfiato da una campagna pubblicitaria fraudolenta. E, per quanto qualcuno si ostini a negarlo, i media hanno un potere persuasivo enorme.

Eventuali effetti collaterali dei materiali? Tipo: presenza di piombo o radiazioni nei materiali utilizzati. Non pervenuto. Power Balance Italy se ne lava le mani dicendo che non è suo compito fare indagini a riguardo, dato che non produce né distribuisce il prodotto, ma si limita a commercializzarlo. L’AGCM ribatterà, nelle valutazioni finali, che un serio professionista dovrebbe verificare i vanti spesi dalla casa madre a favore del prodotto commercializzato. E non vendere sulla fiducia, a scatola chiusa.

 

Conclusione. LAGCM tira le somme e chiosa dicendo che non vi è nessuna documentazione  scientifica che può supportare quanto viene pubblicizzato (capacità d'influire in maniera positiva su equilibrio, forza e resistenza delle persone che lo indossavano) nonché eventuali controindicazioni connesse all’utilizzo del bracciale. Di conseguenza i messaggi pubblicitari del Power Balance “devono ritenersi ingannevoli”. Ad un punto cruciale delle valutazioni conclusive leggiamo, senza ambagi :

Nel merito, la pratica commerciale contestata ai professionisti consiste nell’aver attribuito ai braccialetti in neoprene e silicone, nonché alle collane a marchio Power Balance”, qualità, proprietà ed effetti sull’equilibrio, sulla forza e sulla resistenza fisica, non rispondenti al vero

 

Affonda il coltello anche l’ISS: “non fornisce evidenza scientifica degli effetti attribuiti ai prodotti, sulla stabilità, flessibilità e potenza muscolare”

 
Ma se andate sul sito della ditta stessa (http://www.powerbalance.it/antitrust) potrete stupirvi da soli leggendo che:

“...si tratta di testimonianze quotidiane non ancora confermate da studi scientifici, ma di vita reale di persone che sostengono fermamente che i prodotti Power Balance influenzino positivamente le loro prestazioni”

Se bastano le testimonianze (di chi???) per accertare la bontà di un prodotto, be’, allora io sostengo “fermamente” di avere visto gli UFO e che questi hanno “influenzato positivamente le mie prestazioni” con un’opera di ingegneria genetica sul mio DNA. La prova? Tocca agli UFO produrla. Io sono solo un utilizzatore finale delle loro conoscenze.

 
Dulcis in fundo...è stato fatto ricorso al TAR del Lazio che, ovviamente, ha confermato la sanzione comminata dall’AGCM.

 

 

LE CREME ANTI- (CELLULITE / PANCIA / RUGHE...)

 

VICHY-L'ORÉAL-GARNIER

Procedimento PS4030

Articolo 27 comma 9 (D. Lgs. n. 206/05)

Data 03/03/2010

 

Multa: 270.000 euro per pubblicità ingannevole

Prodotti:

  •  Lifactive Retinol HA (Vichy)
  •  Vital Restore SPF 15 (Garnier)
  •  Cellumetric (Vichy)
  •  Ultralift (Garnier)
  •  Rimodel Collagene (L’Oreal)

 

Claim-Cosa si dice dei prodotti: “contro tutti i tipi di rughe: permanenti, reversibili, embrionali”, “trattamento è in grado di riempire le rughe permanenti in 1 mese” (grazie a retinolo e acido ialuronico), con la capacità “di

stimolare la vitalità cellulare anche delle pelli mature”, “l’80% vede una riduzione delle macchie”(test di autovalutazione), “...levigare i rilievi, delocalizzare i grassi e perdere centimetri”

“...scindere gli accumuli di grasso e distendere la pelle a buccia d’arancia; azione notte: delocalizzare i grassi e prevenirne il ristoccaggio”, distende la pelle in 1 ora, riduce le rughe anche marcate in 15 giorni”, “in 1 ora distende la pelle 83%”- “in 15 giorni riduce le rughe 78%”.

 

Discussione generale sui prodotti in causa

 Liftactiv retinol vichy

Antirughe per tutti i tipi di rughe

a) L’acido ialuronico che, per il suo elevato peso molecolare, non può essere assorbito

b) Uno degli studi forniti dalla ditta non è raffrontato col placebo, ma è intra-individuo

c) Citazione di studi senza placebo e il fatto di non esser randomizzati, ma open intra-individuo

d) Quanto agli studi su adenosina e retinolo l’IFO individua alcune incompletezze metodologiche quali, tra le altre, l’assenza dei dati analitici sui quali si calcola la significatività statistica degli esiti positivi, l’assenza di dati analitici di raffronto con placebo e il fatto che gli studi non siano in blind, ma aperti. Diversamente, l’Istituto si esprime favorevolmente con riferimento agli studi condotti su cute ricostruita trattata con retinolo e adenosina, sebbene pervengano a conclusioni diverse.

e) Tuttavia l’IFO, in seguito, esprime parere favorevole agli studi condotti su cute ricostruita trattata con retinolo e adenosina, sebbene pervengano a conclusioni diverse.

f) Quanto allo ialuronato di sodio, l’IFO rileva che non vi sono sperimentazioni, ma solo dati di letteratura.

g) L’AGCM conclude affermando, circa le creme solari antirughe, che nessuna crema cosmetica può intervenire su meccanismi di invecchiamento della cute che dipendono da fattori genetici e da processi metabolici - cui sono strettamente correlate anche le modificazioni ormonali che si verificano con il passare del tempo e determinano una progressiva atrofia del derma - oltre che dall’esposizione alle radiazioni solari e da altri fattori ambientali, quali l’inquinamento, il fumo, le sostanze chimiche. Insomma, le creme antirughe sono acqua fresca. Le creme antirughe possono solo espletare un’azione protettiva rispetto ad una delle cause di insorgenza delle rughe ovvero le radiazioni solari responsabili dello stress ossidativo cronico (c.d. fotoinvecchiamento). Tanto vale usare una crema di protezione solare a costi enormemente più bassi.

Anche l’indicazione di “risultati visibili in 4 giorni”, riportata con grande enfasi, non è subordinata a misurazioni oggettive, ma ad una semplice autovalutazione. Tradotto: sono chiacchiere da bar...

  
Vital Restore Garnier

Prodotto idratante, antimacchie e rinforzante.

a) L’AGCM riconosce che gli studi in vivo condotti sul prodotto al fine di testarne l’efficacia idratante e protettiva della cute risultano, a parere dell’Istituto (IFO), degni di pregio. Sotto tali profili, pertanto, si ritiene che le indicazioni d’efficacia espresse nel messaggio siano compatibili con le caratteristiche ascrivibili ai componenti del prodotto e al prodotto stesso. In questo caso ci siamo.

b)  Passa l’esame dell’IFO anche il claim relativo all’attività di stimolo della vitalità cellulare svolta dall’estratto di orchidea. Per quanto la positività sia stata registrata su culture di fibroblasti in laboratorio. Poi precisa l’IFO che la dimostrazione in vitro dell’attività dei fibroblasti non equivale tuttavia, come asserito nei messaggi, alla capacità di aumentare in maniera significativa il metabolismo cellulare e di stimolare la vitalità cellulare.

c) Pollice alzato anche per l’efficacia idratante del prodotto l’Istituto esprime una valutazione  positiva su alcuni studi allegati in quanto, randomizzati, condotti in doppio cieco e su un campione rappresentativo.

d) Resta il vizio di riportare delle percentuali di gradimento a garanzia della bontà del prodotto.

e) Bacchettata finale dell’IFO perché gli altri studi depositati sono stati condotti senza confronto con placebo.

L’AGCM non boccia questo prodotto semplicemente perché ha il pudore di non quantificare i risultati in correlazione con test e sperimentazioni scientifiche svolte sul prodotto. Infatti, gli unici dati quantitativi presenti nel messaggio sono chiaramente riferiti ad un giudizio soggettivo manifestato da un gruppo di donne che hanno utilizzato il prodotto. Praticamente vengono genericamente vantati dei risultati da laboratorio, mentre si è di una precisione rigorosa quando si quantificano gli indici di gradimento frutto di test di autovalutazione. Anche il messaggio relativo allo “stimolo della vitalità cellulare” non trova contestazione dall’AGCM  perché presentato in modo inequivoco come frutto di studi in vitro. Con tutti i limiti degli studi in vitro.

 
Ultralift Garnier

Restiamo nel campo degli antirughe. Prodotto a base di ginger e vitamina A.

a) Secondo l’IFO pare che i due ingredienti abbiano, rispettivamente, la proprietà di modificare il tono delle fibre di collagene in colture in vitro e di svolgere un ruolo di protezione della cute in vivo e in vitro agendo sul collagene e sui cheratinociti. Detto questo l’AGCM non  “ritiene che tali evidenze, e le stesse sperimentazioni in vivo svolte dal professionista e depositate in atti, possano giustificare i vanti prestazionali nei termini rappresentati nel messaggio”. Accidenti, qua mi ero illuso...

b) Di nuovo vengono offerti studi senza confronto col placebo, vera e propria bestemmia scientifica.

c) Gli annunci clamorosi  in 1 ora distende la pelle 83%”, o “in 15 giorni riduce le rughe 78% sono percentuali di gradimento soggettivo solo frutto di test di autovalutazione. Attendibili come l’avvistamento di un asino volante.

 
L’Oreal Rimodel Collagene

Non ci scostiamo troppo dal prodotto di cui sopra. Siamo nell’ambito delle creme rimodellanti viso e collo con la specifica proprietà di stimolare la produzione di collagene naturale (test in vitro).

a) Il meccanismo d’azione non viene contestato dall’IFO, ma si tratta pur sempre di test in vitro.

b) I valori percentuali di miglioramento riportati non vengono definiti equivocabili dai consumatori. Perché, dice l’IFO, è ben chiaro che sono frutto di autovalutazioni e gradimento soggettivo manifestato dalle donne che hanno utilizzato il prodotto per 3 settimane. Tuttavia, aggiungo, proprio questo elemento squalifica in partenza l’attendibilità di un prodotto. E’ come chiedere un parere ad un passante.

c) L’erba medica contenuta nel prodotto ha dimostrato di stimolare la sintesi di collagene I III e V, ma in vitro. La pubblicità dichiara di stimolare il collagene “naturale”, cioè in vivo. Tuttavia gli studi in vivo lasciano perplessi in quanto condotti senza il minimo sindacale di attendibilità, come il confronto col placebo.

d) L’IFO solleva dubbi anche sulla percentuale dello 0,5% di ingrediente usata in vitro e riproposta come valida anche in vivo. Senza fornire dati, però.

  
Cellu-metric vichy

Andiamo nella zona calda della classifica dei rimedi più amati dalle Italiane, quelli anticellulite. Quindi tocca a Cellu-metric vichy.  Avrebbe la peculiarità di essere modulato sul “ciclo metabolico” e di essere composto da due formulazioni che espleterebbero un’efficacia diversificata durante il giorno e la notte. Nella sostanza, al trattamento viene attribuita la proprietà di ridurre i volumi, delocalizzare (o scindere) i grassi, perdere centimetri, distendere la pelle a buccia d’arancia (come indicato nel sito) e levigare la pelle. Più in particolare, si quantificano gli effetti conseguibili con il trattamento in una riduzione del 20% degli inestetismi della cellulite e in una riduzione pari a 1 cm del giro coscia alto e medio.

a) Le contestazioni hanno subito messo in crisi l’espressione “il prodotto sarebbe modulato sul ciclo metabolico”: essa non trova adeguato supporto scientifico. In realtà per “ciclo metabolico” il produttore intende semplici variazioni fisiologiche dei fluidi dermici che, per motivi gravitazionali, aumentano alla sera a livello degli arti inferiori, producendo una conseguente variazione dello spessore della pelle dalla parte superiore del corpo alla parte inferiore. Praticamente l’acqua oscilla la sua distribuzione durante la giornata, concentrandosi sulle gambe la sera. Semplice. Fisiologico. E una  crema non può cambiare questo quadro, dato che non risulta che i componenti del prodotto Cellu-metric giorno abbiano capacità antigravitazionali.

Inoltre la cellulite è frutto di un quadro multifattoriale. Ridurne il trattamento ad un semplice rapporto di causa-effetto tra la crema e il famigerato “ciclo metabolico”è stato definito “scorretto”.

b) Per l’ennesima volta lo studio presentato dalla ditta manca di confronto con placebo, la documentazione fotografica ed è stato condotto da ginecologi senza il coinvolgimento di un dermatologo. Ci risiamo...

c) “Effetto distensivo del prodotto sulla pelle a buccia d’arancia”...?

Ahimè, la fase della “buccia d’arancia” dove il connettivo si è consolidato (sclerotizzato, per essere precisi) attorno al grasso è irreversibile. Almeno, con i trattamenti cosmetici. Sono solo balle spaziali nutrire, a questo stadio della cellulite, certe attese.

d) Con riferimento alla caffeina, l’IFO sostiene che il suo effetto lipolitico è stato evidenziato da alcuni studi in vitro. Il vitro è un minuscolo punto di partenza, prima dei successivi passi avanti (animali, uomo) necessari per dichiarare riconosciuto ed efficace l’effetto sull’uomo.

e) La “delocalizzazione dei grassi” non esiste in fisiologia. Pura fantascienza pubblicitaria, dunque.

 
 
LANCASTER-RETINOLOGY

Procedimento PS3728

data 04/02/2010

Articolo 27 comma 9 (D. Lgs. n. 206/05): 

Multa: 80.000 euro per pubblicità ingannevole

 

Claim-Cosa si dice del prodotto: Prodotto descritto come derivato dalla terapia genica, antirughe, che farebbe apparire la pelle fino a 15 anni più giovane

 

Cosa dice l’AGCM:

a)    Informazioni di dubbia veridicità, inesatte e incomplete

b)     studi offerti dalla ditta sugli effetti del retinolo e dei liposomi con scarso valore scientifico, nessuno studio che dimostri la frase “ispirata alla terapia genica”

c)      percentuali ingannevoli di successo sulle rughe (-42%) e sulla densità della pelle (+ 46%) perché non si illustrano l’approccio metodologico utilizzato, i parametri presi in considerazione, le misurazioni svolte e i risultati conseguiti

d)    I dati dei risultati non trovano riscontro nella documentazione scientifica presentata dalla ditta. Sistema di trasporto e rilascio del retinolo non dimostrato

e)      Si danno dei risultati in percentuali molto incoraggianti grazie a test di autovalutazione condotti su pochissimi soggetti (31). Ben poco scientifico

f)      L’affermazione “pelle 15 anni più giovane” appare scorretta e non supportata da dati scientifici.

 
 
Somatoline Cosmetic

Procedimento PS1730

provvedimento n 20493

data 18/11/2009

Multa: 490.000 euro per pubblicità ingannevole poi ridotte a 200.000 euro nel 2010

Claim-Cosa si dice del prodotto: trattamento gel snellente total body, trattamento snellente intensivo notte, trattamento solare snellente e trattamento pancia e fianchi

Claim: snellente fino al 24%-33%-37% (a seconda del prodotto), agisce sul grasso localizzato su fianchi, gambe e braccia, snellente dormendo, “riduzione dello spessore del pannicolo adiposo. Azione rimodellante. Non comporta la perdita di peso” (???), mobilita il grasso localizzato (ancora) ed elimina i liquidi in eccesso, riduce vita e fianchi di 4 cm in 4 settimane (trattamento pancia e fianchi)

 
Conclusioni:

a) Nessuno studio confrontato con placebo o altra sostanza

b) Dimagrimento localizzato: effetto indimostrato per mancanza di studi in vivo e clinici (come la microscopia focale che dimostra l’effettiva mobilizzazione localizzata di grasso a seguito di stimoli farmacologici topici)

c) L’inganno della percentuale: dire che c’è stata una riduzione del 20%, senza indicare la portata dello spessore del grasso localizzato è fuorviante. Leggendo i documenti AGCM emerge che lo spessore del pannicolo adiposo misurato è di 1-2 cm. Quant’è il 20% di 1 cm? Udite, udite...2 mm. Ben poco, ammesso che il risultato ci sia stato davvero, dato che mancano all’appello degli studi di confronto.

I valori di miglioramento citati sono quelli massimi raggiunti, mentre i valori medi sono ben inferiori. In genere veniva citato il miglior risultato  raggiunto da 1 soggetto su 25 testati.

Riduzione di 4 cm di grasso...uno studio del 2008 (Istituto Derming di Ricerche e Bioingegnerie di Monza) ha quantificato la perdita in 1,6 mm per la pancia e 1,9 mm per i fianchi. Con un trattamento di un mese e due applicazioni al giorno. Una bella differenza.

d) Proprietà di mobilizzazione dei grassi? Non dimostrato scientificamente

Presenza di sostanze innovative? No, anzi, ampiamente conosciute in cosmetica per quanto identificate con nomi altisonanti diversi per ogni prodotto. Né sono brevettate. Niente di nuovo sotto il sole, quindi...

 
Somatoline Cosmetic Uomo

Pancia e addome intensivo notte

 Il cavallo di battaglia della pubblicità pervasiva pre-estiva. Mai come il 2011, a mia memoria, radio e tv hanno sparato a fuochi unificati sul target maschile l’attraente messaggio di poter rimodellare (???)-dimagrire (???) sulla pancia durante la notte. Grazie ad una crema.  Di fronte ad un messaggio tanto accattivante quanto ciarlatano mi aspettavo valanghe di condanne e provvedimenti. Invece c’è solo un’istruttoria ancora aperta grazie alla segnalazione dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori). La pratica (PS5881) aperta dall’Antitrust vedrà la sua conclusione prossimamente. Lasciamo lavorare l’AGCM con calma. Nell’attesa, abbozzerei un’analisi critica del messaggio pubblicitario. Impresa non troppo impervia quando si fanno delle promesse che, in un mondo normale, sarebbero pronunciabili solo dalla bocca della Fata Morgana o del Mago di Oz. Almeno, alle attuali conoscenze scientifiche.

 a) “ Riduce la circonferenza in 4 settimane mentre dormi.  Test clinici condotti su 36 soggetti. L'efficacia del prodotto e' stata valutata strumentalmente comparando i risultati ottenuti dopo quattro settimane di trattamento con i valori iniziali.” E fare studi di confronto con placebo, altre sostanze, in doppio cieco e randomizzati? Rimpolpare le file dei soggetti studiati per dare un risultato statisticamente significativo? Niente. Perché spegnere l’entusiasmo col rispetto dei paletti della di una scienza rigorosa?

 b) “La riduzione della circonferenza consiste in un’azione cosmetica di rimodellamento che non comporta perdita di peso” Riecco gli illusionismi linguistici, le acrobazie semantiche per dire tutto e il contrario di tutto. Dunque il prodotto riduce la circonferenza, ma non fa perdere peso. Perbacco, sono leggermente confuso. Credevo che ridurre una circonferenza corporea (qualunque) volesse dire perdere peso. Se mi toglierò i vestiti, peserò di meno. Se toglierò lo zaino, peserò di meno. Elementare, mi pare...Invece, no. Somatoline compie il prodigio di togliere peso (ridurre le circonferenze), “senza comportare una perdita di peso”. Misteri della pseudoscienza della patacca. Un esempio di stupendo equilibrismo linguistico. Da notare l’elegante perifrasi “azione cosmetica di rimodellamento”: vogliono farci intendere, come già altri prodotti hanno tentato, che il grasso non va via, ma si “delocalizza”. Si sposta. Al di là che in fisiologia non esiste la “delocalizzazione dei grassi” e, ammesso che esista, mi dicono dove andranno a finire i grassi? Transumeranno dalla pancia alle ginocchia? Oppure troveranno migliore allocazione attorno alle orecchie?

 c)“Grazie al MenRedux-complex svolge un’azione cosmetica crio-termica che sfrutta le ore notturne per un’azione intensiva e rapida di riduzione della circonferenza”

“MenRedux-complex” !!??? E che cos’è??? Un principio attivo lipolitico ad uso topico? Ammesso che esista? Oppure una “supercazzola prematurata” di tognazziana memoria? Ecco, visto che costoro usano neologismi senza senso da commedia all’italiana per generare stupore, rispondo con la stessa moneta. Come posso verificare se il principio attivo ha dei seri riscontri scientifici se mi date in pasto dei termini che nemmeno nel mondo fantastico di Harry Potter riusciamo a trovare? Forse ci considerano dei semplici “babbani”?

Nelle specifiche del sito si parla di principi attivi a base di “caffé verde, caobromina ed ingredienti cosmetici criotermici” Tralascio di discutere i famigerati “ingredienti cosmetici criotermici”: troppo vaghi. Di una vaghezza sospetta. Caobromina: non ne ho trovato traccia su PubMed (data base di tutte le pubblicazioni in campo medico), EFSA (ente europeo per la sicurezza alimentare), Cochrane Collaboration (gruppo internazionale di sceinziati indipendenti che si occupa di passare al setaccio tutte le pubblicazioni mediche su un argomento e di trarne le conclusioni), Food and Drug Administration (Agenzia Americana per il controllo e la sicurezza di alimenti e farmaci), USDA (ministero dell’agricoltura americano), IOM (Istituto di Medicina americano), AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato) né vi è traccia sul sito dell’ADUC (Associazioni per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori). Insomma, siamo nel campo della fantascienza cosmetica. Quanto alla caffeina e al suo potere lipolitico (bruciagrassi) tramite crema: non pervenuto in letteratura medica. Costill (fisiologo dello sport) ne dimostrò un certo effetto lipolitico se assunto oralmente poco prima di fare attività aerobica in persone che non erano assuefatte alla caffeina*. Altri studi ne hanno dimostrato un effetto lipolitico (bruciagrassi) abbinata a dieta, ma senza attività fisica. Non mancano, però, studi contraddittori.

 * effetto positivo della caffeina sui grassi, alcuni studi:

·  Am J Clin Nutr 2004 Jan; 79 (1) :40-6
·
J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2001 Apr; 47 (2) :139-46
·
Obes Res luglio 2005, 13 (7) :1195-204.
·
Int J Obes (Lond) 2007 Gen, 31 (1) :121-30. Epub 2006 Apr 25. (caffeina abbinata a tirosina, capsaicina e catechine)
· 
Obesity Research (2005) 13 , 1195-1204, doi: 10.1038/oby.2005.142 

 effetto messo in dubbio o negato, alcuni studi:

·   Review:  2008 Dic, 33 (6) :1311-8

·       J Physiol. 15 dicembre 2000; 529 Pt 3:837-47.

  
Il potere delle parole...

La semantica pubblicitaria dei prodotti di bellezza esibisce un suggestivo campionario di termini medicali e parascientifici (biohydra-complex, bioslimAge-complex...) sia per rinforzare il debole concetto scientifico del claim con l’autorità di certo linguaggio, sia per confondere le acque con dichiarazioni che, ad attenta analisi, risultano generiche e improprie.

Nascono così delle vere e proprie fumisterie linguistiche come, per esempio, “delocalizzare i grassi”. Ora, al di là del fatto che mi verrebbe da chiedere dove vengono “delocalizzati” i miei grassi, se in Romania o in Cina...prese alla lettera queste dichiarazioni mi dicono che i grassi non spariscono. Semplicemente si spostano da una regione all’altra del corpo. Cioè non dimagrisco, resto “diversamente grasso!”. Ammesso che i grassi possano transumare al comando di una crema. La “delocalizzazione dei grassi” indica una migrazione degli adipociti da un lobulo adiposo all’altro. E al momento la fisiologia dice che non esiste. Dovrebbe essere confermata da dimostrazioni istopatologiche o strumentali (microscopia confocale ecc.). Ma siamo ancora in attesa di risultati...