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Le verità nascoste  a cura di Orazio Paternò
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ULTIME DIETE

 FAST DIET CARB LOVER’S

               

“THE FAST DIET”

LA DIETA A DIGIUNO INTERMITTENTE CHE PROMETTE MIRACOLI
  IL NO IN 10 PERCHE’



Ad orologeria, ai primi lampi di primavera, spunta la solita dieta che promette una marcia in più rispetto a tutte le altre. Sempre archiviate come bufale ad ogni fine stagione (vedi Dukan o Tisanoreica). Ora sta per arrivare THE FAST DIET, o Dieta del 5:2, un regime alimentare che vi lascia a briglia sciolta a tavola per 5 giorni, liberi di mangiare e bere di tutto e di più, e poi mette la mordacchia per 2 giorni, in ognuno dei quali non potete superare le 500-600 Kcal (es: 200 gr di insalata, un filo d’olio e uno yogurt alla frutta). Una dieta da personalità alimentare bipolare, dove l’utente deve vestire prima i panni del godereccio e poi dell’anoressico. Al di là delle considerazioni d’opinione, leggiamo questa nuova barbarie alimentare con la lente della scienza.

 

1. E’ una dieta mai rintracciata in letteratura medica. Già questo è sufficiente per bocciarla senza appello. Ma andiamo oltre…
2. Il digiuno o semidigiuno dei due giorni seguenti alle abbuffate dovrebbero spingere l’organismo a bruciare più grassi. FALSO. L’organismo, come risposta al digiuno, diminuisce la spesa energetica come manovra difensiva dal drastico quanto improvviso taglio delle entrate. E’ in atto un attacco a cui far fronte con un rallentamento del metabolismo
3. Le abbuffate dei cinque giorni precedenti al digiuno non proteggono nemmeno la massa magra. Che farà le spese del regime alimentare spartano. L’organismo ricaverà gli zuccheri mancanti da un’assalto alla diligenza dei muscoli che verranno letteralmente cannibalizzati. E perdere massa magra significa togliere potenza al motore “brucia calorie”
4. I semidigiuni alzano inesorabilmente i livelli di acidità e di cortisolo, l’ormone anti-stress (il digiuno è uno stress). Risultato: si abbattono i livelli di preziosi ormoni brucia grassi, come il glucagone e il Gh. Si alza invece il cortisolo, responsabile, se escreto in cronico, della peggiore forma di ingrassamento: quella viscerale. Con l’aggravante di promuovere la ritenzione idrica, di abbassare le difese immunitarie e di divorare la massa muscolare per ricavarne tamponi che ci mettano in sicurezza dall’aggressione dell’acidosi
5. L’innalzamento cronico dell’acidità promuove la produzione di radicali liberi e la perdita di calcio dalle ossa
6. Il semidigiuno allena l’organismo a essere più efficiente nell’accumulare grassi quando si ricomincia a mangiare
7. Il semidigiuno fa sì che l’organismo attinga alle esigue riserve di carboidrati (circa 500 gr) 
8. Senza carboidrati, i grassi vengono bruciati parzialmente, dando origine a pericolosi prodotti di scarto, i corpi chetonici, ad azione acidificante. Devono essere smaltiti quanto prima con l’urina. Si perde peso in acqua
9. Le scorte di carboidrati bruciate rapidamente dal semidigiuno si portano dietro parecchia acqua (1 gr di carboidrati lega a sé circa 3,5 gr di acqua). Si perde ancora peso in acqua
10. La poca acqua che resta si distribuisce male perché esce dall’ambiente intracellulare di molte cellule muscolari che vengono rottamate per ricavarne zuccheri ed energia, grazie anche all’azione fatale di troppo cortisolo. Questo “allagamento” extracellulare è responsabile del gonfiore e aggravato dalla forte acidità promossa dal semidigiuno (l’acidità richiama acqua per spegnere lo stato infiammatorio).
                                                        

 
CONCLUSIONE

 


E’ la solita dieta di tendenza, quelle delle grandi promesse a tasso (sforzo) zero. Il peso perso è ancora una volta a carico di acqua e muscoli col risultato di un ingrassamento ancora maggiore di quello di partenza sul lungo termine. Culturalmente educa ad un modello poco edificante e schizofrenico: abbuffarsi per un periodo e condurre una vita da anoressici per un altro. Facendo sposare due personalità, il godereccio e l’asceta, destinate prima o poi ad un divorzio cruento.

                                          

      DIETE, L’ULTIMA BUFALA DELLA STAGIONE

                                                                    LA “CARB LOVER’S”

 

                     

Dopo le fumisterie trite e bollite delle diete iperproteiche, ecco il “nuovo che avanza”: se tutti impongono ricette di dimagrimenti illusori a base di proteine, perché non fare una sensazionale inversione ad U e tornare a sponsorizzare i carboidrati? A prima vista l’idea è nobile: ridare il proscenio ai tanto vituperati carboidrati per recuperare il rapporto con la scienza sganciandosi dai teoremi pataccari delle diete “7 chili in 7 giorni”. Tutto peso perso a spese della salute, dei muscoli, dell’acqua corporea e con la prospettiva di ritrovarsi più grassi di prima al termine della dieta. 

Cosa propone la nuova patacca di marchio statunitense?
1. i primi 7 giorni a 1200 Kcal
2. i successivi 21 giorni a 1600 Kcal
3. tra i carboidrati, lasciare spazio a quelli definiti “amido resistente”, come i cereali integrali
4. i carboidrati devono rappresentare il 25% di un pasto. Il resto a carico di proteine, latticini, frutta e verdura
5. il carboidrati, promettono i geni, promuoverebbe uno stimolo del metabolismo, un maggiore consumo di grassi, soprattutto addominali, un aumento dei muscoli
6. si consigli esercizio fisico

                             Vediamo, uno per uno, perché NO alla Carb Lover’s


1. stesse calorie per tutti. E’ un assurdo fisiologico. Dare le stesse calorie ad una persona di 50 Kg e ad una di 80 Kg non ha bisogno di commenti, tanto più se si tratta di sole 1200 Kcal. Pensate che l’OMS considera fuori legge le alimentazioni sotto le 1600 Kcal. Certamente si perde peso…per deperimento organico.

2. 1600 Kcal. Vedi sopra. Per molti può restare ancora un’alimentazione troppo ipocalorica
3. carboidrati “amido resistente”, come la pasta integrale. “Amido resistente” è una versione elegante di “cibi a basso indice glicemico”. Purtroppo le diete impostate solo sull’indice glicemico sono da tempo squalificate perché troppo incentrate su una sola variabile (l’indice glicemico) oramai obsoleta rispetto alle sue evoluzioni: il carico glicemico e l’indice insulinico degli alimenti 
4. i carboidrati devono costituire il 25% di ogni pasto? Allora la rivalutazione dei carboidrati era solo uno specchietto per le allodole. Siamo sempre nella triste compagine delle diete iperproteiche, di cui ho già parlato in altri post o nel mio sito www.nutrizionesport.com
5. i carboidrati promotori del metabolismo e del consumo dei grassi addominali? Gli unici alimenti che la scienza ha dimostrato essere promotori del metabolismo (quello digestivo) sono le proteine. Ma in termini talmente insignificanti e con effetti collaterali talmente esiziali per la salute che le diete “proteine a go-go” sono state bocciate senza appello. I carboidrati non aumentano la spesa calorica e, se scelti male nei dosaggi, nei tempi e nella qualità ci fanno ingrassare. Anche se restano gli alimenti in pole position della nutrizione ufficiale. Chi dimostrerà che un esercizio o un alimento permette di bruciare solo il grasso addominale, riceverà un nobel e il rispetto a vita da parte dell’umanità
6. si consiglia di abbinare l’esercizio fisico. E qua si scopre l’acqua calda. Anzi, con una dieta da 1200 Kcal, l’ultima cosa che farei sarebbe di consigliare di fare sport: un organismo così malnutrito sarà sotto il fuoco dello stress a cui farà fronte divorando muscoli per trarne zuccheri di pronto impiego energetico e tamponi per arginare il cronico stato di acidosi imposto da una dieta di questo tipo. Aggiungere un ulteriore stress (lo sport) sarebbe solo controproducente.


 

 La recensione alla Carb Lover’s è stata redatta dalla rivista Altroconsumo ed è stata giudicata positivamente. La famosa rivista ha in curriculum una nobile mission, cioè la protezione del consumatore. Purtroppo alcune valutazioni vengono date con superficialità. 
Dimenticavo: anche sui risultati a breve la Carb Lover’s si distingue: 6 kg in 6 giorni e non 7 kg in 7 giorni, come tanti altri. Perché “la mia dieta è diversa!”