ALIMENTAZIONE SPORT
DIMAGRIMENTO
  a cura di Orazio Paternò
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DONNE, LA DIFFICOLTÀ DI DIMAGRIRE

Tratto dal libro "Alimentazione & Composizione Corporea 2.0" di Claudio Suardi e Orazio Paternò, Edizioni Sporting Club Leonardo da Vinci, 2015

 

 

Le donne, oltre ad avere un surplus di grasso medio del 12% in più rispetto all'uomo, possono trovare piuttosto impervio il sentiero che porta al dimagrimento. Soprattutto se all’obesità si accompagna una tipologia molto ricorrente nel sembiante femminile: il tipo ginoide. 
Ribadiamo le caratteristiche dell’obesità tipicamente ginoide:

1. è un’obesità di tipo iperplastico (maggior numero di adipociti) 
2. è preferenzialmente di tipo periferico-sottocutaneo con adipociti estrogeno-dipendenti con una scarsa sensibilità lipolitica (perciò è un grasso definito “stabile”)
3. i suoi trigliceridi non sono facilmente mobilizzabili con sport e dieta
4. la lipasi che promuove il rilascio di grasso a livello gluteo-femorale ha un’azione minore dell’87% (recettori α-adrenergici) rispetto a quella sugli adipociti tronco-addominali (recettori β-adrenergici) (Tan G.D. et al., Obesity Research-2004)
5. non dà complicanze metaboliche come il grasso androide, quello viscerale

 

 

Le donne “bruciano” più grasso degli uomini a parità di intensità e il loro FAT max (intensità di esercizio alla quale si ha la massima ossidazione di grassi) si presenta ad intensità di esercizio più elevate. Tuttavia abbiamo già osservato come nelle donne ginoidi i grassi ossidati fanno riferimento più al tronco che alla zona gluteo-femorale perché la loro fisiologia tende a difendere questo svasamento sottombelicale con una barriera ormonale-recettoriale specializzata (minor azione della lipasi ormono-sensibile, maggiore sensibilità all’azione ingrassante degli estrogeni, minore sensibilità all'adrenalina). Il motivo di tanta micragnosità lipolitica gluteo-femorale è di carattere evolutivo. Il grasso distribuito tra cosce e glutei ha garantito, nei lunghi periodi di penuria alimentare, un bonus energetico per condurre a termine la gravidanza. La selezione ha privilegiato la sopravvivenza di chi era portatrice di questo meccanismo di risparmio. Meccanismo che oggi si è rivoltato contro il mondo industrializzato e ipernutrito, ma senza igiene alimentare e sportiva.

  

 
LA LIPOPROTEINA LIPASI (LPL) è l'enzima che, una volta attivato, è responsabile del deposito di trigliceridi nel tessuto adiposo. Le differenze specifiche dell'attività della LPL legate al sesso determinano la predisposizione all'accumulo lipidico in diverse zone degli uomini e delle donne. Nelle donne, l'attività della LPL del tessuto adiposo sottocutaneo nella zona gluteo-femorale e addominale, e del tessuto adiposo viscerale, è stata positivamente correlata con le dimensioni delle cellule adipose in tali aree. In maniera simile negli uomini l'attività della LPL incrementa nel tessuto adiposo sottocutaneo delle cosce e dell'addome, e nel grasso viscerale. In generale, è stata osservata nelle donne una maggiore attività della LPL nel tessuto adiposo sottocutaneo rispetto al viscerale che negli uomini. Quindi gli adipociti del grasso sottocutaneo sono di maggiori dimensioni rispetto al grasso viscerale delle donne. Mentre negli uomini, l'attività della LPL è risultata essere maggiore nel tessuto adiposo viscerale rispetto a quello sottocutaneo. In relazione all'attività della LPL e all'accumulo di trigliceridi, è stato suggerito che il flusso ematico del tessuto adiposo nel periodo post-prandiale sia un fattore determinante nelle differenze legate al sesso e ai depositi nell'accumulo adiposo. Nelle donne, a seguito del pasto l'aumento del flusso ematico viene osservato nel tessuto adiposo delle regioni inferiori, ma ciò non succede negli uomini. In linea con queste conclusioni, la sintesi dei trigliceridi dal glucosio nelle donne è minore nel grasso omentale (viscerale) rispetto al grasso sottocutaneo addominale, mentre negli uomini è simile in entrambi i comparti.

LE DONNE caratterizzate da obesità periferica (da cui la forma “a pera” per le spalle spioventi e la svasatura in zona gluteo femorale) col grasso distribuito per via sottocutanea in aree gluteo-femorale e parte inferiore dell’addome sono a basso rischio di complicazioni metaboliche.

Al contrario, gli uomini con obesità sterno-addominale (che conferisce la tipica forma “a mela”) accumulano grasso sottocutaneo addominale e  viscerale e sono più inclini a problemi metabolici e cardiovascolari, in particolare quando i depositi di grasso viscerale sono abbondanti (102 cm di circonferenza addominale, ma già a 94 cm entriamo “di diritto” in zona rischio). 

 

Se dal punto di vista salutistico il destino del grasso viscerale è fatale per l’uomo, quanto al dimagrimento la situazione si ribalta: il grasso gluteo-femorale femminile è molto resistente agli ormoni “brucia grasso” (adrenalina, noradrenalina…) e ben difeso da ormoni ed enzimi accumula-grasso (estrogeni, LPL). Gli adipociti di questa zona sono piccoli, ma stabili. Al contrario gli adipociti viscerali sono più grandi, ma più facili da “consumare” (sensibili alla lipolisi, diremmo tecnicamente) perché più esposti all’azione degli ormoni “brucia grassi”come l’adrenalina e la noradrenalina.

 

 

IL GRASSO NELLE DONNE: SINTESI

1.     Gli adipociti (cellule di grasso) femminili  nella parte superiore del corpo (spalle, seno) hanno più recettori beta che rilasciano il grasso

2.     Gli adipociti femminili nella zona gluteo-femorale hanno più recettori alfa che trattengono grasso

3.     Gli adipociti femminili hanno più enzima LPL nella zona dei fianchi e delle cosce e facilita il deposito di trigliceridi negli adipociti stessi

4.     Gli adipociti femminili di cosce e glutei hanno meno enzima HPL che mobilita i grassi in uscita

5.     L’enzima LPL aumenta in gravidanza (maggior deposito di grasso)

6.     L’enzima LPL è incrementato da estrogeni femminili / pillola

7.     Le donne hanno meno sensibilità all’adrenalina (ormone brucia-grasso) in zona gluteo-femorale

 

RISULTATO: il grasso tipicamente femminile, quello gluteo-femorale, è meno sensibile all’azione di allenamento e alimentazione

 

 

 

TIPOLOGIE E PERCENTUALI DI GRASSO PER MASCHI E FEMMINE

UOMO (70 KG)

  

TIPOLOGIA GRASSO

KG

%

GRASSO TOTALE

10.5

15

GRASSO ESSENZIALE

2.1

3

GRASSO DI DEPOSITO

8.3

12

GRASSO SOTTOCUTANEO

3.1

4

GRASSO INTERMUSCOLARE

3.3

5

GRASSO INTRAMUSCOLARE

0.8

1

GRASSO VISCERALE

1

1

 

  

 

 

TIPOLOGIE E PERCENTUALI DI GRASSO PER MASCHI E FEMMINE

DONNA (56.8 KG)

 

TIPOLOGIA GRASSO

KG

%

GRASSO TOTALE

15.3

27

GRASSO ESSENZIALE

4.9-6.8

9-12

GRASSO DI DEPOSITO

8.5-10.4

15-18

GRASSO SOTTOCUTANEO

5.1

9

GRASSO INTERMUSCOLARE

3.5

6

GRASSO INTRAMUSCOLARE

0.6

1

GRASSO VISCERALE

1.2

2

 

 

BIBLIOGRAFIA

Albert Richard Behnke, Jack H. Wilmore. Evaluation and regulation of body build and composition. Prentice-Hall, 1974. ISBN 0132922843
Philip A. Wood. How Fat Works. Harvard University Press, 2009.
ISBN 0674034996
Michael E Symonds. Adipose Tissue Biology. Springer, 2012. ISBN 1461409659

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^ Basu et al. Systemic and regional free fatty acid metabolism in type 2 diabetes. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2001 Jun;280(6):E1000-6.
^ Guo et al. Regional postprandial fatty acid metabolism in different obesity phenotypes. Diabetes. 1999 Aug;48(8):1586-92.
^ Martin et al. Effects of body fat distribution on regional lipolysis in obesity. J Clin Invest. 1991 Aug;88(2):609-13.
^ Bolinder et al. Differences at the receptor and postreceptor levels between human omental and subcutaneous adipose tissue in the action of insulin on lipolysis. Diabetes. 1983 Feb;32(2):117-23.
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^ Reynisdottir et al. Comparison of hormone-sensitive lipase activity in visceral and subcutaneous human adipose tissue. J Clin Endocrinol Metab. 1997 Dec;82(12):4162-6.
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