ALIMENTAZIONE SPORT
DIMAGRIMENTO
 a cura di Orazio Paternò
CHI SONO RAGIONI DEL SITO TUTTI GLI ARTICOLI CONTATTI
728 x 90 Travel at Our Shores

QUELLA CELLULITE ACCAREZZATA DAL MARKETING

 

 
CELLULITE. Parola che gli addetti ai lavori evocano attraverso un freddo, per alcuni lisergico, ma efficace acronimo (P.E.F.S: pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica) mentre si tramanda, disinnescata, nel linguaggio più popolare del marketing. Cellulite. Sempre lei. Dolce, nella liquidità della sua fonetica pronunciabile da tutti. Amara, quando si fa strada tra cosce e glutei.

Fisiologia o patologia? Reversibile o irreversibile? La mitopoiesi delle televendite ci propina da decenni un’idea volutamente terroristica della cellulite, mentre occhieggia ai rimedi ciarlatani che da lì a poco escono dal cappello. È spacciata per una malattia, mentre non è altro che una forma di ingrassamento localizzato e impacchettato da tessuto connettivo dove c’è un concorso di colpa tra primi attori, co-protagonisti e semplici comparse: cattiva alimentazione, stress, sedentarietà, alterata permeabilità dei capillari (qua c’entra la genetica), squilibri ormonali, fumo, alcol e tutto il classico arsenale di un cattivo stile di vita. In cui fa spesso capolino l’illusione, alimentata dal moderno sciamanesimo imbonitorio, che basta una spalmata di crema o una pastiglietta per formattare la decadenza di un’estetica. E’ il supermercato della magia che fa rima con follia. Quello delle donne che vivono in un eterno crinale tra l’indolente “vorrei muovermi, ma non ho tempo” e l’indulgente “tanto basta la crema”. Fuori dal panorama delle truppe cammellate dei venditori di linea-un tanto-al-chilo, ci sono delle contromisure? E’ sempre possibile restituire uniformità ai territori dissestati dalla cellulite?

Il perimetro d’azione dipende dalla persona e non esistono ricette universali. È necessario verificare lo stato della cellulite: quanto è consolidata e impacchettata nel tessuto connettivo, sentinella per le cellule di grasso contro l’aggressione della pressione dell’acqua. Perché la cellulite nasce come contromisura alla ritenzione idrica. E se trascurata il connettivo si ispessisce fino ad isolare completamente il grasso dal resto dell’ambiente. Il sangue non arriva più e chi altri può estrarre il grasso da questi isolotti di cellule oramai abbandonate a se stesse nel mortale abbraccio col connettivo? A questo punto, spiace dirlo, ma è troppo tardi. Possiamo solo rallentare l’inevitabile. Con alimentazione ed esercizio ad hoc. Se, invece, siamo prima di questa dead line un trattamento riparativo è possibile. Ma è necessario personalizzarlo verificando:

  1. il livello di acqua extracellulare
  2. il livello di acqua intracellulare
  3. il livello di acqua corporea totale
  4. la quantità di muscolo
  5. lo stato infiammatorio
  6. la distribuzione dei minerali cruciali (potassio, sodio…) dentro e fuori le cellule
  7. la densità della matrice extracellulare
  8. e tanto altro…

 

 
La seconda fase prevede un intervento sull’alimentazione e sull’attività fisica sulla base di quanto visto sopra. Quanti carboidrati? Quante proteine e quanti grassi? Come distribuirli? Menù anticellulite uguali per tutti? Ovviamente no. Così come l’allenamento potrebbe allontanarsi anche molto dal classico protocollo di chi non ha cellulite. In attesa di riposizionare i propri valori in un’area più fisiologica. Ma serve sempre testare. E personalizzare le soluzioni.

Per una rivoluzione silenziosa. Senza fretta e senza inganni…

IT_Need Help_440x420