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  a cura di Orazio Paternò
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CARNE, ORMONI E ANTIBIOTICI: SOLO CHIACCHIERE SUL TAGLIERE

 

Quando si parla di carne, il PIAGNOMETRO si assesta sempre tra le parole ORMONI e ANTIBIOTICI, recitate con automatismi pavloviani e usate come artiglieria pesante finale quando si dimostra come il pericolo tumore in dosi ragionevoli di carne sia solo il manifesto funebre della superficialità. L’argomento “Ormoni & Antibiotici” sono il prevedibile facile appiglio per riguadagnare terreno nella corsa contro la carne. Peccato che sia intriso di inesattezze ad ampio spettro e abbia generato polemiche strabiche, unite dalla comune latitanza culturale del copia-e-incolla di notizie che mescolano furbizia e mestizia.

Verifichiamo, invece, i RISULTATI DEL PIANO RESIDUI NEI PRODOTTI ANIMALI PER L'ANNO 2015 IN ITALIA. Fonte: Ministero della Salute

 

La categoria A sono gli ormoni, la B sono i farmaci.

Per la categoria A, su più di 16000 campioni analizzati "ben" 37 sono risultati non conformi. Lo 0,06%.

Per la categoria B, su più di 25000 campioni "ben" 38 sono risultati non conformi. Lo 0,09%.

Allarmismo ormoni e antibiotici? Solo chiacchiere sul tagliere

 

 

 

 
Gli ORMONI in Italia sono proibiti dal 2006. E sono vietati anche nel resto d’Europa. L'uso di ANTIBIOTICI è invece consentito, ma le carni che mangiamo ne sono prive perché gli antibiotici vengono usati ovviamente quando ce ne sia effettivo bisogno e sotto il controllo del veterinario. Inoltre sono previsti l'isolamento dell'animale curato e il rispetto dei tempi di latenza, cioè di scomparsa del farmaco a fine trattamento. È quello che succede anche a noi quando pendiamo un antibiotico: questo permane per un certo temponell’organismo, ma entro qualche giorno dalla sospensione del farmaco facciamo la clearance e non se ne trova più in giro.

 

 

E IN EUROPA…?

L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato un rapporto di 737 mila analisi a carico di prodotti bovini, suini, ovi-caprini, equini, avicunicoli e selvaggina, latte, uova e anche il miele di 28 paesi: i campioni “non conformi” sono risultati in media lo 0,37%, poco più di tre casi ogni mille presi in esame

 

Situazione sotto controllo anche per gli steroidi anabolizzanti, quelli usati illecitamente per aumentare la crescita degli animali. Meno gli illeciti tra i bovini (0,06%) rispetto ai suini (0,20%). Ma come evidenzia la stessa Efsa, questa maggiore percentuale è verosimilmente correlata alla produzione endogena, dunque fisiologica, di queste sostanze. A sorpresa, il prodotto con più non conformità è risultato il MIELE (0,72%). Ma stiamo ancora parlando di casi estremamente rari.

 

 

 

E IL FAMIGERATO ACCORDO COMMERCIALE COL CANADA?

 

 
Si chiama CETA ed è un nuovo accordo commerciale tra UE e Canada. È stato approvato il 15 febbraio 2107 e ha sollevato l’indignazione del populismo della paura: “Le carni canadesi intinte negli ormoni faranno capolino sulle nostre tavole!”, hanno cominciato a salmodiare gli untori a prescindere, tra cui alcuni parlamentari espressione della propagazione del vuoto nella sua forma politica. Il Canada, è vero, ammette l’uso di ormoni per velocizzare la crescita dei capi. Ma l’accordo non cambierà nulla: l’Europa 
non accetterà l’ingresso di carni contenenti residui di ormoni, ma solo carne di qualità. Anzi, l’Europa non accetta carni ormonate da Canada e USA dal 1998. Ma le sentinelle dell’anacronismo continuano a intonare i loro spartiti disarmonici.

 

 

 

FONTI:

 

https://www.efsa.europa.eu/it/supporting/pub/923e

 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2517_allegato.pdf

 http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2016/05/30/residui-allevatori-assolti/48998?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_term=536&utm_content=2439

 http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/index_it.htm

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