ALIMENTAZIONE SPORT
DIMAGRIMENTO
  a cura di Orazio Paternò
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CALORIE (IR)RINUNCIABILI…?

  

Commuove quasi l’acribia con cui si calcola fino al decimale la spesa calorica giornaliera, (ir)rinunciabile rito dell’alimentazione algebrica. Sommi qua…sottrai là…Quando poi si esce dalla dittatura del metronomo calorico e ci si affaccia finalmente sui fatti reali, l’approccio che si rivela è quello della complessità. E il dito cede il passo alla luna...anche perché:

  1. Ogni formula di calcolo del metabolismo dà un risultato diverso
  2. Il margine di errore di ogni formula può arrivare a 400 calorie
  3. Chi parte da una situazione compromessa (muscoli in esilio, acqua esondata oltre gli argini della cellula , cioè ritenzione, anarchia ormonale, capacità limitata di stoccaggio degli zuccheri…) deve per prima cosa riposizionare gli ormoni nel loro alveo fisiologico. Urge rivedere l’alimentazione più in qualità che in quantità

 

  

  1. Se poi la perdita di massa magra ci rende cronicamente pigri e la digestione indolente (le “fughe” di potassio dalle cellule cannibalizzate da stress e/o sedentarietà mettono in crisi la filiera degli eventi nervosi che portano alla contrazione della muscolatura scheletrica e intestinale) non sarà un gesto da encomio fare la “spending review” calorica assegnando diete da fame ad un metabolismo già letargico. Non si rilancia la spesa calorica tagliando i fondi. Altra spossatezza da fame? No, grazie.  

 

 
 

  1. Come si cambia la qualità alimentare? Non certo navigando a vista o prendendo spunto da una delle tante, malinconiche, schede preconfezionate delle riviste, esempi di rara desolazione scientifica. È necessario gettare lo sguardo oltre la bilancia e leggere cosa c’è dentro il corpo. Massa magra, grassa, massa cellulare, acqua intra- ed extracellulare sono tanti puntini da unire su una mappa.  Solo allora potremo capire l'orario di allenamento, la qualità e quantità dei cibi, i volumi, l'intensità e il recupero DELLA PERSONA. E non delle persone messe tutte sotto il cappello di una sola dieta.

 
L’insistenza maniacale sul calcolo calorico è un vuoto esercizio matematico, tra l’altro viziato dall’imprecisione, se finalizzato a se stesso. Meglio rieducare a mangiare e fare attività fisica sulla base di un preziosissimo gruzzolo di fotogrammi della nostra fisiologia. Dando qualità, prima che quantità. Sono destinate alla rottamazione le diete incarcerate in gabbie caloriche con doppio catenaccio. Guai ad assumere una caloria di più, è il fegatoso monito. Diete magari somministrate in dosi uguali per tutti.  Gibigiane senza un briciolo di sostanza. A loro consegniamo il Premio Decadenza 2015. Noi scolliniamo la desolazione della porzione. Che non è un “tane libera tutti”, ma un invito ad andare oltre le algebriche micragnosità dietetiche. Il grasso non è una ridotta inespugnabile. A  meno che non ci si fermi alla contabilità calorica…