ALIMENTAZIONE SPORT
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  a cura di Orazio Paternò
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BUFALE AFFOGATE IN UN BICCHIER D’ACQUA

 

 

Ogni giorno uno scienziato si sveglia e sa che deve correre più veloce dell’esperto da Bar Sport che nello stesso istante diffonde nuove, terrorizzanti bugie.

L’ACQUA DESTINATA AL CONSUMO UMANO, sia del rubinetto che in bottiglia, non poteva sfuggire alle sciocchezze espettorate dai fiati ispessiti dal vino dei distributori seriali di bufale

 

 
ARSENICO

La prima notizia riguarda la presenza di ARSENICO nelle acque in bottiglia. 

L’arsenico, nella sua forma inorganica, è un veleno. Tanto che lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo classifica come elemento cancerogeno certo per l’uomo.

L’arsenico delle acque è quello presente in natura. Mentre quello immesso nell’ambiente dalle attività industriali si sta riducendo sempre più grazie al rispetto della normativa vigente da parte delle aziende e produttori (http://www.ordinemedicilatina.it)

Perché l’arsenico inorganico alzi  - anche se di pochissimo -  il rischio di contrarre i tumori e altre patologie ad esso certamente correlati (tumori alla vescica, ai polmoni, alla pelle e lesioni cutanee ) è necessario assumerne giornalmente 3 microgrammi/kg di peso corporeo al giorno (Comitato congiunto di esperti FAO/OMS), quantità che provoca un rischio supplementare, rispetto al rischio standard, dello 0,5% di tumori ai polmoni

Altre forme chimiche dell’arsenico, come quello in forma organica (ad esempio l’arsenobetaina presente nel pesce) è innocuo

 

 

 

tabella IARC

 

Da alcuni anni gira questa tabella che mette in guardia il consumatore da presenze “preoccupanti” di arsenico in certe marche di acque in bottiglia. I dati sono corretti e fanno riferimento a una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group (pubblicata nel maggio 2010 dalla rivista ‘Le Scienze’) che ha permesso di conoscere tutti i valori relativi alla composizione delle acque minerali europee

 


Livelli arsenico tollerati: direttiva europea numero 83 del novembre 1998

Il limite di 10 microgrammi al litro è quello più restrittivo in assoluto ed è considerato tollerabile anche per i bambini

 

 

 

LE DOSI…LE DOSI…

Allora, accertato che l’arsenico inorganico non è un toccasana per la salute e che è stato ritrovato – in quantità variabili – in tutte le acque imbottigliate (ma anche di rubinetto)…è sufficiente per dichiarare l’emergenza?

No, almeno finché si fanno i conti senza l’oste. In questo caso il taverniere è rappresentato dalla dose di sicurezza della sostanza

Come si legge nelle varie tabelle, in tutti i casi l’acqua minerale in vendita presenta concentrazioni di arsenico inferiori ai 9 µg/L. Mentre il limite di legge è di 10 µg/L, concentrazione al di sotto della quale l’impatto sulla salute umana è ininfluente, incluso il regolare utilizzo quotidiano sotto forma di acqua in bottiglia. A dispetto delle prefiche che lamentano continue deroghe al rialzo di ogni sostanza nociva, si sappia che la legislazione precedente a quella attuale poneva la soglia molto più in alto, a 50 µg/L

E qual è il limite di sicurezza sulla singola persona? Abbiamo visto che OMS/FAO hanno calcolato una esposizione massima di 3 µg/kg di peso al giorno. Un dato che, per rendere conto di quanto sia risibile la nostra assunzione quotidiana di arsenico, va tradotto in litri di acqua che possiamo bere senza rischi per la salute

 

ESEMPIO

Uomo di 70 kg

Consideriamo il livello di arsenico inorganico tollerato dalla FAO/OMS: 3 microgrammi/kg peso

TOT: 3 x 70 kg = 210 microgrammi

L’acqua Levissima è una di quelle con più arsenico: 6.2 µg/L. Bisogna berne 33 Lt al giorno per schiacciare il pulsante di allarme

L’acqua Nerea, con i suoi 0.102 µg/L di arsenico ci chiede di berne 2.058 Lt al giorno per gridare “Al lupo!”


 

 

ACQUA DEL RUBINETTO E ARSENICO

 

 

Salvo alcuni casi di non conformità nel Lazio, per il resto la situazione arsenico è sotto controllo. Anche da noi, a Bergamo, dove le acque di rubinetto registrano un livello di arsenico di 0.371 microgrammi/Lt. Un uomo di 70 kg dovrebbe bere 566 Lt al giorno per arrivare ai limiti di sicurezza

 

 

ARSENICO NEI CIBI: CURIOSITÀ

 

Se proprio bisogna puntare il dito contro qualcosa, non è certo l’acqua minerale, quanto a contenuti significativi di arsenico inorganico. Il gruppo di alimenti che l’EFSA stima contribuire maggiormente all’esposizione all’arsenico inorganico sono i cereali e i prodotti a base di cereali. IL RISO E I SUOI DERIVATI  sono i cibi a più alto contenuto di arsenico. Non ci sono pericoli per gli adulti, mentre solleva perplessità l’esposizione dei bambini fino a tre anni di età all’arsenico inorganico. Per loro è importante evitare il consumo esclusivo di alimenti a base di riso.

Chissà cosa ne pensano gli oltranzisti del cibo vegetale…

 
 “ERBICIDI NELL’ACQUA DI RUBINETTO!”

Anche il rubinetto di casa è stato vittima di uno dei tanti onanismi sul nulla dei campioni di decathlon di isterie.

I due nemici pubblici più gettonati dal mercato della paura sono anche gli erbicidi più utilizzati. Uno, l’ATRAZINA, erbicida in disuso dal 1992; l’altro, la TERBUTILAZINA, sostituto del primo

 
 

ATRAZINA

In merito a questo noto erbicida chiedo all’agronomo, ecotossicolgo e divulgatore scientifico Donatello Sandroni se l’atrazina, avendo dei tempi di permanenza molto lunghi nelle falde, rappresenta un pericolo per la nostra salute…

“Preoccupanti no” ci spiega Sandroni, “per lo meno considerando la tossicologia. In alcuni punti di campionamento si trova ancora a qualche microgrammo di picco massimo (tipo 3-4 se ricordo bene). Il fatto è che in Italia fu proibita nel 1992, ma il bando definitivo a livello continentale cadde nel 2002. Quindi molti agricoltori,specialmente lombardi e piemontesi, se l'andavano a comprare in Francia. Non a caso le concentrazioni in acque di falda continuarono a salire fino appunto al 2002. Poi il declino. Oggi quello che si trova è lì da 15-20 anni e sparirà del tutto nei prossimi 20-25”

 

dati 2013-14; ISPRA, Edizione 2016

 

TERBUTILAZINA

La terbutilazina è tuttora uno degli erbicidi più utilizzati in Italia (mais, sorgo). Anche questa sostanza è stata investita da un’immotivata onda terroristica, complice anche un articolo apparso sul LA STAMPA IL 13/09/2016

 

 
Esaminando il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque (dati 2013-14; ISPRA, Edizione 2016), Donatello Sandroni spiega che “la contaminazione da terbutilazina mostra concentrazioni sempre molto basse, il più delle volte nell’ordine delle decine di nanogrammi per litro, sia nelle acque profonde, sia nelle superficiali. Visto il trend che caratterizza terbutilazina negli anni 2009-2014, non pare sia il caso di sollevare allarmi mediatici, sociali e forse anche politici su questo erbicida.

Per ora, con i dati a disposizione, non si può che concludere che per le acque profonde, a differenza di atrazina - che vi si accumulò in modo costante fino a raggiungere concentrazioni pari a diverse decine di microgrammi per litro - la terbutilazina questa tendenza all'accumulo non la mostra affatto (http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/09/14/l-emergenza-che-non-c-e/50109)

 

dati 2013-14; ISPRA, Edizione 2016

Se vedete il metabolita più alto del principio attivo è una coda di una contaminazione storica, dovuta alla persistenza ambientale della sostanza

 

 
CONCLUSIONE

I più celebri contaminanti dell’acqua  destinata al consumo umano – arsenico, atrazina e terbutilazina – non hanno mostrato, attualmente, una presenza sufficiente a giustificare preoccupazione. Anche se il consumo di acqua toccasse livelli sovraumani.

L’unico elemento presente a livelli preoccupanti è il bisogno di processare tutto ciò che ruota attorno alla nutrizione pescando a caso nelle acque limacciose di chi vive di spaccio di bufale. Purtroppo questa abitudine interessa un folto pubblico che dimostra di consumare le informazioni a spizzichi e bocconi, senza coordinate culturali. Guadagnando, a sua insaputa, un capitale di brutte figure.

 

 

 

 

FONTI

 

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/09/14/l-emergenza-che-non-c-e/50109

 

https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/05/18/arsenico-acque-minerali-allarmismo/

 

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:31998L0083&from=IT

 

http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/ClassificationsAlphaOrder.pdf

 

http://www.ordinemedicilatina.it/arsenico-13-domande-13-risposte/

 

http://www.lastampa.it/2016/09/13/scienza/ambiente/inchiesta/la-terbutilazina-il-pesticida-agricolo-che-ha-invaso-lacqua-del-bacino-della-val-padana-LPy9Axj0if4Bz3YmPG93tN/pagina.html

 

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/rapporto-244/Rapporto_244_2016.pdf