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 a cura di Orazio Paternò
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AGRICOLTURA BIODINAMICA

 PSEUDOSCIENZA A CARO PREZZO

“Agricoltura biodinamica o supercazzola prematurata?”. A questo avevo pensato in prima battuta. Poi, trattenuto da un empito di verecondo pudore, ho ceduto ad un titolo più asciutto. Difficile imboccare la strada della sobrietà lessicale di fronte ad una delle sempre più frequenti fughe nell’irrazionale. Già, nell’irrazionale, dato che l’agricoltura biodinamica rappresenta una moratoria alla logica. Una paccottiglia di riti esoterici, influssi astrali e forze cosmiche in chiave spirituale. Un pateracchio tra pseudoscienza ed esoterismo. Ma col marchio registrato (società Demeter). E venduto a caro prezzo. Agricoltura B-I-O-D-I-N-A-M-I-C-A…Come non sentirsi coccolati e al sicuro di fronte alla melliflua melodia di questa moderna sirena che con voce flautata parla di “bio”, cioè “vita” e “dinamica”, cioè “in movimento”… “VITA IN MOVIMENTO”…”AGRICOLTURA BIODINAMICA”…il pensiero vola al contadino col cappello di paglia che lavora alacremente in un quadretto tutto “naturale” dove i ritmi e i protocolli sono dettati esclusivamente dagli antichi saperi. Lungi da quelle cose da laboratorio…da quei fertilizzanti tutti chimici…da quelle immonde diavolerie chiamate biotecnologie, OGM…da tutto ciò che allontana l’uomo dal suo antico e felice rapporto con le “forze cosmiche”.

Bene. Se in un sussulto di razionalità riuscite a sottrarvi al sonno ipnotico delle belle parole scoprite che l’agricoltura biodinamica è…

 

 
…è una bella scenografia. Dietro le quinte un regista, il filosofo austriaco Rudolf Steiner, che diede l’abbrivio all’agricoltura biodinamica nel 1924 attraverso una serie di lezioni che ne sancirono il disciplinare. Un vero e proprio repertorio da avanspettacolo.

Che cos’è l’agricoltura per Steiner? E la fertilità del suolo? Sono dei tasselli nel grande quadro del flusso di “forze cosmiche”, “energie astrali” e “spirituali”che impregnerebbero la nostra essenza fisica. Tutto condito con salsa astrologica fatta di influenze lunari e zodiacali. Steiner vede l’azienda agricola come un organismo vivente che deve utilizzare soprattutto concime autoprodotto. E vedremo quale concime.

 
I deliri di Steiner hanno l’agricoltura biodinamica solo come terminale, ma partono da riflessioni (?) di ben più ampia portata. Costui sosteneva di avere avuto una “percezione spirituale diretta” della nostra preistoria che sarebbe stata popolata da esseri umani ermafroditi. E la diversificazione sessuale? Quella sarebbe avvenuta dopo. Nel mondo delle meraviglie di Steiner non mancano gli Atlantidei e i Lemuriani. Senza dimenticare la vita su Saturno. Il pacchetto tragicomico comprende anche l’affermazione che l’elettricità è immorale o che la patata ha reso l’uomo materialista (la patata “rende il cervello indipendente dall’influenza degli altri organi del corpo”)

 

 

CAPITOLO DISINFESTAZIONE

 

 
 

Torniamo all’agricoltura biodinamica. Al capitolo “disinfestazione”. Cosa ci suggerisce il buon Steiner se vogliamo cacciare i topi dal nostro campo?

Un semplice rimedio omeopatico confezionato in carta astrologica. Si scuoia un topo, ma solo nel momento in cui Venere è nel segno dello Scorpione, e si brucia la pelle ottenuta. Le ceneri sparse nel campo e le relative “forze negative” bloccheranno le capacità riproduttive dei topi.

 

Ora il rito esoterico di cui sopra vi ha levato i topi dalle scatole. Ma arrivano gli insetti. Frotte di insetti voraci, come quelli che si insinuano pericolosamente nelle radici e che sono “il prodotto delle influenze cosmiche”, racconta Steiner nei suoi scritti da romanzo fantasy. Che fare per eradicare la compagine entomologica? Semplice: bruciateli. Finché non ne restino le ceneri. Ma fatelo solo quando il Sole è nel segno del Toro. Perché “il mondo degli insetti è collegato alle forze che si sviluppano quando il Sole passa attraverso l’Acquario, i Pesci, l’Ariete, i Gemelli e il Cancro”.

 

CAPITOLO CONCIMI

 

 

Questa è una delle chicche più spassose. I concimi della biodinamica sono “preparati”autoprodotti o acquistati e, tra i più noti, ne troviamo due i cui nomi potrebbero fare il paio con la Lepre Marzolina e i Palmipedoni di Alice nel Paese delle Meraviglie. Si tratta del cornoletame e del cornosilice. Il folklore non si arresta alla forma del lessico, ma dà il meglio di sé nella sostanza.

Il cornoletame è letame di bovino messo nel corno di una vacca che non sia primipara, seppellito e lasciato fermentare durante l’inverno. Da riesumare e utilizzare nel periodo pasquale. Non prima di aver aggiunto al letame dell’acqua tiepida di sorgente, di pozzo o piovana. Si mischia, si scuote (si “dinamizza”, per essere precisi, con 40-100 scuotimenti) per un’ora e si sparge nel campo. Bastano dagli 80 ai 250 grammi di prodotto per un ettaro di terreno.

La vetta più alta della supercazzola prematurata si legge quando si giustificano gli scuotimenti: essi servono ad “energizzare le forze farmacodinamiche latenti” e a influenzare “la struttura elementare della materia”. Da avanspettacolo anche le cifre di merito del corno di vacca: “la vacca ha le corna al fine di inviare dentro di sé le forze formative eterico-astrali…nel corno avete qualcosa che irradia vita-anzi irradia anche astralità”. Il corno di vacca sarebbe un medium tra le forze astrali e il terreno.

Da notare il parallelismo tra agricoltura biodinamica e omeopatia nella messa in atto dei principi pseudoscientifici della “dinamizzazione” e della “diluizione”. Se non l’avete letto, vi rimando all’articolo “L’irresistibile fascino del naturale” per approfondire il tema sulla presunta memoria degli atomi (http://www.nutrizionesport.com/chimica.html)

Dopo il corno letame abbiamo un altro preparato partorito dalle fantasie esoteriche di Steiner, il cornosilice. Sempre corno di vacca, stavolta farcito con quarzo tritato e mescolato con acqua piovana. Ancora dinamizzato e distribuito in quantità omeopatiche.

Poi abbiamo i fiori di achillea fermentati in una vescica di cervo , un animale le cui corna sono in collegamento diretto con le forze cosmiche. E via pataccando…

  

GLI STUDI SULL’AGRICOLTURA BIODINAMICA

Lo stoico garantista del diritto della patacca vorrà la prova al vaglio della scienza. A parte che l’onere della prova sarebbe a carico di chi afferma qualcosa. Detto questo, la scienza ha prodotto degli studi comparativi tra agricoltura biodinamica, convenzionale e agricoltura biologica. Il raffronto è fatto anche con l’agricoltura biologica perché ne condivide il disciplinare. L’agricoltura biodinamica ha poi voluto andare oltre proponendo un pacchetto aggiuntivo di princisbecco esoterico-astrologico

 

 

 INSOMMA, CONVIENE PAGARE DI PIÙ UN PRODOTTO PERCHÉ È STATO CONCIMATO CON IL CORNO LETAME?

Il suolo dell’agricoltura biodinamica dimostra di essere più ricco di microrganismi, di materia organica e di vermi. Come i terreni dell’agricoltura biologica. Perché le sue pratiche sono le stesse dell’agricoltura biologica. Ma questa proprietà non ha nulla a che vedere con l’uso dei preparati.

Infatti, quando il confronto viene fatto su due campi, uno coltivato secondo l’agricoltura biologica e l’altro secondo l’agricoltura biologica con l’aggiunta dei preparati (biodinamica) è risultato che “non sono state trovate differenze tra il suolo fertilizzato con compost e preparati biodinamici rispetto a quello dove tali preparati non sono stati utilizzati”.

Uno studio di comparazione dei due tipi di terreni (biologico e biodinamico) è stato svolto nel 2005 su campi di uva da vino. Risultato? I parametri chimici (materia organica, pH, nitrati, fosforo…) e l’attività biologica (numero di vermi, attività batterica…) dei due terreni non hanno mostrato differenze significative. Quanto alle viti, non si sono trovate differenze significative nell’analisi delle foglie, nella resa, nel numero dei grappoli, nel peso dei grappoli e in quello degli acini. Piccolissime differenze a favore del terreno biodinamico si sono registrate nel solo raccolto del 2003 circa il contenuto zuccherino, dei polifenoli e delle antocianine. Troppo poco per poter attribuire il merito del modesto risultato ai preparati biodinamici e non a semplici fluttuazioni statistiche.

 

LA LUNA E LA BIODINAMICA

 

Nella mitopoietica dell’agricoltura biodinamica non poteva mancare il feticcio delle fasi lunari e l’influenza della luna sulle piante. Peccato che l’unico effetto misurato e certificato della gravità della Luna sia solo quello sulle maree. Calcolabili con precisioni nei tempi e nelle altezze raggiunte. Nient’altro. L’effetto della Luna sulla crescita di una pianta è invece nullo. Nessuno è mai riuscito a calcolarlo e dimostrarlo. Com’è noto da secoli. Anzi, “E’ per questo che quasi non esistono studi scientifici rigorosi sui presunti effetti degli astri sulle coltivazioni biodinamiche, o su qualsiasi altro aspetto della vita. Ormai non c’è più bisogno di ricerche per dimostrare che la posizione dei pianeti non ha alcun tipo di influenza sulle attività umane o naturali.” (D. Bressanini, “Le bugie nel carrello”).

 

PESTICIDI? NO…MA SI’

  

Vero che l’agricoltura biodinamica (e quindi anche quella biologica) restringe molto l’uso dei pesticidi che ritroviamo nell’agricoltura convenzionale. Ma non li bandisce del tutto, sarebbe impossibile. Sarebbe la morte di piante indifese come le viti nei confronti di funghi killer come la peronospora o l’oidio. Scordiamoci che i pesticidi ammessi in campo biologico e biodinamico siano prodotti da oleografia del naturale, come nei quadretti rassicuranti del Mulino Bianco. Nei campi biologici e biodinamici si spruzzano i composti del rame. E il rame è un metallo tossico i cui composti si accumulano anno dopo anno nel terreno. Diffuso anche l’uso dello zolfo, sottoprodotto della lavorazione del gas o del petrolio. Per finire con una buona dose di oli minerali, una miscela di idrocarburi ottenuti dalla lavorazione del petrolio. Tutti prodotti indispensabili, ovviamente, ma distanti anni luce dall’aura di naturalità che ammanta il biologico e il biodinamico.

 

CANCRO E MALATTIE DEL FEGATO: CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Steiner si è allargato anche al campo della medicina. Proponendo anche in questo caso soluzione strampalate per alchimisti in erba.

Curare le malattie del fegato secondo Steiner? Usate il pomodoro.

Avete il cancro? Non usate il pomodoro.

La ragione è semplice. Il fegato è un “organo relativamente indipendente”, spiega (?) Steiner, mentre il cancro “rende certe regioni dell’organismo umano o animali indipendenti”. Siccome il pomodoro è “la creatura meno socievole di tutto il regno vegetale. Non vuole prendere nulla dall’esterno”, letame compreso. Dunque “…il potere del pomodoro di influenzare qualsiasi organizzazione indipendente all’interno dell’organismo umano o animale è collegata a questa sua proprietà”.

 

 

AGRICOLTURA BIODINAMICA: COSA DICE DI SÉ

 

Se andate al sito http://www.agricolturabiodinamica.it leggerete:

Fertilizzare vuol dire portare fertilità. Rendere cioè possibile alle forze della riproduzione il loro operare al giusto livello nel terreno. Sostenere quindi il moltiplicare dei processi di "incarnazione" delle forze vitali nel terreno. Affinché ciò che vuole essere pianta possa formare il ponte tra il cosmo e la terra, tra il sole e il resto del pianeta su cui viviamo.

In un linguaggio in stile teologico, sfido chiunque a capirci qualcosa.

 
 

 

CONCLUSIONI

L’agricoltura biodinamica rappresenta solo il bisogno dell’uomo occidentale di riscoprire una dimensione spirituale. Alfiere dell’esoterismo mainstream, parla alla pancia e non al cervello. Non vende scienza, solo emozioni. Con marchio registrato e a caro prezzo.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

 

·     America Journal of Enology and Viticulture, 2005

      Soil and Winegrape Quality in Biodynamically and Organically Managed Vineyards

      Jennifer R. Reeve et al.