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  a cura di Orazio Paternò
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BIBITE DOLCIFICATE E SOVRAPPESO

PERCHE’ NON HANNO FUNZIONATO

 

  

Attribuiamo tutti i mali del mondo al saccarosio, il comune zucchero da cucina, pensando che i succedanei, cioè i “dolcificanti”, siano di grande aiuto per dimagrire, non abbiano effetti collaterali e che si possano assumere a piacere.

 

PERCHÉ QUESTO INSUCCESSO IN 10 PUNTI

 

 

  1. perchè questi dolcificanti (aspartame, saccarina, ciclamati, acesulfame, sucralosio…) sono metabolicamente inattivi: restano a lungo nel sangue e non scatenano il senso della sazietà. Motivo? Non attivano la risposta dell’asse insulina-leptina e non sopprimono la grelina, ormoni addetti allo stoccaggio degli zuccheri e al senso di fame/sazietà. Senza variazioni nella glicemia e nell’insulinemia il senso di fame non trova la dogana. E procede inesorabile…

  

  1. perché la lunga permanenza degli zuccheri del sangue li rende disponibili a pericolosi legami con delle proteine dando luogo a prodotti a vocazione infiammatoria (AGE’s)
  2. perché i consumatori di dolcificanti si sentono autorizzati a non avere limiti di quantità, “tanto male non fa”
  3. perché i consumatori abituali di bevande dolcificate con i succedanei del saccarosio non sono più magri e in salute di chi consuma bibite al saccarosio. Entrambi hanno dimostrato le stesse probabilità di sviluppare la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari
  4. perché se si è forti consumatori di bibite dolcificate con i succedanei dello zucchero questo rischio è ancora maggiore dei consumatori del saccarosio
  5. perché pare che i dolcificanti non stimolino il senso del piacere e della sazietà come il saccarosio. Solo il sapore dolce del saccarosio evoca quella risposta fisiologica in grado di regolare il bilancio energetico (Swithers, 2010). Senza appagamento e sazietà si mangia senza limiti

 

 
 

  1. perché, come conclude la review pubblicata nel 2007 sull’European Journal of Clinical Nutrition: “Sebbene siano state associate (le bevande dolcificate ndr)  a modeste perdite di peso i dolcificanti non sono soppressori dell’appetito. I loro effetti dipendono da una loro integrazione con una dieta” . Capito? Possono avere qualche effetto, ma solo se a monte si mangia correttamente. Che senso ha mangiare male e poi usare le bibite dolcificate? E se si mangia bene, è necessario assumere queste bibite?
  2. perché negli USA il loro consumo è aumentato in relazione al BMI della popolazione (Am J Clin Nutr. 2009. Sarà un caso? Per ora c’è solo un forte sospetto, quanto meno di complicità con altri fattori.
  3. perché, come conclude la meta-analisi pubblicata nel 2012 sul British Medical Journal, ciò che incide sulla perdita di peso non è tanto lo scambio isoenergetico (cioè, a parità di calorie) tra zucchero e dolcificanti, ma la restrizione calorica (“Isoenergetic exchange of dietary sugars with other carbohydrates showed no change in body weight”)
  4. perché le revisioni di studi più prudenti non attribuiscono in maniera decisiva l’aumento di peso alle bibite dolcificate, ma ammettono anche che mancano le prove che tali prodotti siano utili nella gestione del peso corporeo (J Nutr. 2012 Jun)

 

 

 

SITOGRAFIA

 

            Artificial sweeteners produce the counterintuitive effect of inducing metabolic derangements.

            Swithers SE.

 

  • Review- Physiol Behav. 2010 Apr 26;100(1):55-62. doi: 10.1016/j.physbeh.2009.12.021. Epub 2010 Jan 6. High-intensity sweeteners and energy balance.

            Swithers SE, Martin AA, Davidson TL.

 

           Intense sweeteners, energy intake and the control of body weight.

           Bellisle F, Drewnowski A.

 

           Is glycemic index of food a feasible predictor of appetite, hunger, and satiety?

          Niwano Y

 

 

  • Review- Am J Clin Nutr. 2009 Jan;89(1):1-14. doi: 10.3945/ajcn.2008.26792. Epub 2008 Dec 3. Non nutritive sweetener consumption in humans: effects on appetite and food intake and their putative mechanisms.

         Mattes RD, Popkin BM.

 

  • Metanalisi- BMJ. 2012 Jan 15;346:e7492. doi: 10.1136/bmj.e7492.

Dietary sugars and body weight: systematic review and meta-analyses of randomised  controlled trials and cohort studies.

            Te Morenga L, Mallard S, Mann J.

 

  • Review- J Nutr. 2012 Jun;142(6):1163S-9S. doi: 10.3945/jn.111.149617. Epub 2012 May 9.

           The use of low-calorie sweeteners by adults: impact on weight management.

           Anderson GH, Foreyt J, Sigman-Grant M, Allison DB.