ALIMENTAZIONE SPORT
DIMAGRIMENTO
  a cura di Orazio Paternò
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DIMAGRIRE: 

IL NAUFRAGIO DELL’APPROCCIO AL GRASSO

 
Il mercato delle diete e dell’allenamento per dimagrire è saturo fino all’inflazione, privo di orizzonte scientifico e con tante bocche da sfamare: riviste, para-guru, programmi tv, nutrizionisti parvenu, personal trainer ammalati di improvvisazione, travèt del dimagrimento impegnati ad intonare la litania apologetica di una sola dieta uguale per tutti o di un allenamento elevato a rango assoluto. Questa nebulosa densa di improvvisazione e di metodi applicati a caso è però inchiodata a un solo ripetitivo approccio al dimagrimento: pensare solo al grasso. Un suicidio a colpi di miopia, dato che il grasso è un tessuto quasi inerte dal punto di vista metabolico: consuma solo 5 calorie al giorno per chilo. Quasi niente. Al contrario i muscoli consumano, a riposo, tre volte tanto: 15 calorie per chilo al giorno. Certo, con gli organi interni non c’è gara, dato che “bruciano” tra le 200 e le 440 calorie per chilo al giorno. C’è solo un problema: non posso aumentare le dimensioni di fegato o cervello per alzare l’asticella della spesa calorica quotidiana. Posso, però, aumentare la massa muscolare. Anche di poco. Solo così potrò fare ripartire il metabolismo e smettere di fare le prefiche salmodiando frasi come “Non posso farci niente, ho il metabolismo lento!”. Al netto di patologie, ovviamente. Ma le patologie che rallentano sensibilmente il metabolismo rappresentano una percentuale bassissima (uno per mille) nei casi di obesità/sovrappeso. Le gorgiere di ciccia sono quasi esclusivamente figlie della sedentarietà e dell’abbandono lascivo alla coppia forchetta e  bicchiere.

A proposito di piaceri del palato, incrementare la massa muscolare ci riconcilia con la tavola, dato che gli zuccheri trovano alloggio per 1/3 nel fegato e per 2/3 proprio nei muscoli. Qualche muscolo in più servirà a dare asilo a quegli zuccheri che magari verrebbero trasformati in grasso qualora la muscolatura si rivelasse un’assente ingiustificata. Il muscolo è così anche un mezzo di prevenzione, visto che tiene sotto controllo la glicemia e la produzione di insulina. In combinazione con l’alimentazione.

I cerei della “grassologia” dovrebbero dunque smetterla di ruminare sempre la stessa ricetta a base di grasso e alzare lo sguardo pensando che, fuori da ogni paura, il soggetto soprappeso può risolvere le sue inquietudine estetiche (ma anche di salute), non sottraendo (quello verrà di conseguenza), ma   aggiungendo qualcosa: muscoli, acqua e metabolismo. Il vero problema è il “sottopeso” muscolare.

Senza muscoli naufragherà qualsiasi speranza di dimagrire in modo duraturo.

ALIMENTAZIONE:

IN PRINCIPIO BASTA RI-POSIZIONARE

 
Di fronte alla richiesta di dimagrire per noi personal trainer si apre uno spazio in cui le buone intenzioni rischiano di naufragare a velocità brutale. E cala subito l’ombra del capro espiatorio che si attorciglia sulle stesse note: “Non mi hai seguito”… “Devi magiare ancora di meno”… “Devi rivoluzionare la tua alimentazione”. Il piatto si fa sempre più esangue, ma i miglioramenti si fanno attendere come un’apparizione teofanica.

Se si esce dal serraglio del monoteismo alimentare (proporre un solo modello, a prescindere dal soggetto) e dalla liturgia sciapa di tentare la soluzione (un  alimentazione e un allenamento a caso) prima della misurazione (BMI-PLICOMETRIA-BIOIMPEDENZA-RAPPORTO VITA/FIANCHI-CIRCONFERENZA VITA…) si corre il rischio di avere successo.

La precedenza al rispetto della grammatica: prima misurare e poi decidere su alimentazione e allenamento. In secondo luogo, se siamo al primo approccio, non serve stravolgere l’ordinaria partitura gastronomica della persona. Una mossa sbagliata che evocherebbe solo boati di tristezza e un’abbandono quasi certo.

Dopo aver accertato quanto muscolo alloggia nella stanza della composizione corporea, la distribuzione del grasso e possibilmente dell’acqua (intra e extra-cellulare, cioè lo stato di ritenzione), basta semplicemente RIPOSIZIONARE gli alimenti, come nell’esempio riportato. Quanto basta perchè gli ormoni del dimagrimento riconquistino il vantaggio perso su quelli dell’ingrassamento. Poi, col tempo e con i risultati, il gioco si farà più fine…

 

Se poi avete dei dubbi o volete approfondire l’argomento, oggi un libro vi soccorre nell’ambascia: “Alimentazione e Composizione corporea 2.0”, di Claudio suardi e Orazio Paternò Edizioni Sporting Club Leonardo da Vinci, Milano 2015

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