ALIMENTAZIONE SPORT
DIMAGRIMENTO
  a cura di Orazio Paternò
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ALLENAMENTO FEMMINILE:

CONCORSO ALLA BANALITÀ





Leggere una scheda d'allenamento di una donna è spesso una cronaca di superstizioni che esonda da ogni rigo. Un sacello della ragione la cui epigrafe è scolpita nei caratteri della pochezza: "L'uomo si deve allenare con carichi alti, la donna con carichi bassi". Pena una femminilità che resterebbe impigliata nei rovi della virilità pelosa e muscolarmente grottesca (???). Dismorfismo sessuale addio con i carichi elevati? È proprio il contrario, ci rimbrottano la fisiologia e l'esperienza con donne che si allenano senza le ubbie del sessismo sportivo. Le differenze tra uomo e donna ci sono ma, purtroppo per i corifei delle schede "rosa", depongono tutte a favore di carichi elevati. I motivi?
1. La donna, micragnosa produttrice di testosterone (1/10 dell'uomo), deve contare solo sull'ormone della crescita (Gh) per avere braccia e glutei tonici. Il cui potenziale si sprigiona solo sotto l'effetto di carichi elevati, pari al 70-85% del massimale. Una legge fisiologica anagraficamente democratica. Che funziona con la donna giovane quanto con l'ottuagenaria. Salvo controindicazioni di carattere medico. Negli altri casi ogni sproloquio contro i presunti effetti mascolinizzanti dei pesi sono degni del ripostiglio dell'evitabile.

2. Carichi elevati e forti contrazioni muscolari sono la prima linea di difesa contro le evasioni in massa di calcio dalla gabbia scheletrica. Male che affligge la donna in menopausa. La cui salute ossea ha dimostrato di giovarsi dell'uso di carichi degni di tal nome

Incarcerare le donne nell'empasse culturale dei movimenti infiniti a carico nullo o quasi resta la colonna sonora di un film vintage. Proiettato nelle sale del Cepu del fitness...