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DIMAGRIMENTO
  a cura di Orazio Paternò
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CEREALI ESOTICI, SCIROPPI, GALLETE ASSORTITE, LATTE DI…THE VERDE:

LA SALVEZZA GRIFFATA BLUFF

 

Il mucchio selvaggio degli alimenti della salvezza obliquamente popolari ha un solo comun mortificatore: pagare a caro prezzo qualcosa che non ha reali vantaggi nutrizionali e salutistici rispetto al campionario tradizionale di alimenti. Certamente nel piatto  si affollano dei sapori diversi, ma ciò che umilia i recettori della ragione è vendere delle inesistenti proprietà nutrizionali per raccogliere share sufficiente alla propria sopravvivenza commerciale.

Gli elisir di lunga vita fanno appello alla ripetizione di vecchi standard illusionistici: “Ricco di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti-anticancro-antiage…alza il metabolismo…dimagrante”.

Per fortuna possiamo aggrapparci alla ringhiera dell’analisi critica per evitare di cadere nell’oceano delle seduzioni un-tanto-al-chilo

 

AVENA

 

 

Un mantra imprescindibile sulle tavole del salutismo. Cento grammi di avena sono più calorici di un piatto di pasta, i suoi minerali più rappresentati (calcio e potassio) sono poco significativi rispetto ai fabbisogni (54 mg di calcio contro un fabbisogno di 1000 mg; 429 mg di potassio rispetto a un fabbisogno di 3900 mg) e l’elevato contenuto di fibre diventa un autogol perché riduce l’assorbimento di minerali e vitamine. Vitamine? Poche tracce. L’elevato contenuto di ferro sembra piombare l’avena nell’alta classifica degli alimenti più ricchi del minerale. Peccato che nei vegetali  alloggi del ferro in forma poco biodisponibile (ferro non-eme) e che vi alberghino sostanze antinutrienti che riducono l’assorbimento di Fe e altri minerali.

Bene l’avena, ma ricordiamo che è semplicemente un serbatoio di carboidrati e che ha una quantità di proteine di poco superiore alla pasta.

Contiene betaglucani, sostanze che l’EFSA ha riconosciuto attive nel ridurre il colesterolo. Per raggiungere la dose giornaliera raccomandata di betaglucani (3 g) bisognerebbe però ingozzarsi di avena o fiocchi d’avena. Senza dimenticare che la revisione delle Linee Guida Alimentari per gli Americani (elaborate dal ministero dell’agricoltura) affermano che il consumo di colesterolo alimentare non è più da considerarsi a rischio (Circulation, 2014; American Journal of Clinical Nutrition, 2013). Aggiungo che sarebbe frutto di un atteggiamento strabico quello di sfondarsi di tutto e poi cercare riparo dal colesterolo nei betaglucani. Chi, invece, mangia dignitosamente, non ha la necessità di chiamare in aiuto le truppe dei betaglucani. Chi poi ha il colesterolo alto pur mangiando bene non troverà ricovero nei betaglucani, ma nella farmacopea (vedi la voce statine).

 

 

ORZO DECORTICATO E PERLATO

 

 

Ferro, Vedi sopra. Calcio e potassio, vedi sopra. Fibre, vedi sopra. Magnesio, in quantità buone, ma l’assorbimento è ostacolato da un alto contenuto di fibre. Calorie per 100 grammi: come un piatto di pasta.

 

GRANO SARACENO, AMARANTO, QUINOA, BULGUR

 

 

Anche su questi alimenti si riversano mareggiate di salutismo che si seccano alla lente di un’analisi critica: latitanza di vitamine e minerali assortiti, salvo il ferro che però ha il fiato corto, visto il suo pedigree vegetale, poco spendibile sul mercato ematico. Sono alimenti più proteici della pasta, ma nella misura di uno-due punti percentuali.

 

GALLETTE DI RISO, MAIS, KAMUT

 

 

Più caloriche del “famigerato” pane. Il ferro, almeno in quelle di riso, è piuttosto elevato, ma poco biodisponibile. Calcio, potassio e vitamine assortite in quantità irrisorie se non assenti. Le proteine sono screziate dal problema dell’aminoacido limitante, tipico dei prodotti vegetali. Hanno dunque un paniere monco di uno o più aminoacidi essenziali relegandole in seconda fila rispetto alle proteine animali

 
 

LATTE DI COCCO, DI RISO, DI SOIA, DI MANDORLA, DI AVENA

 

 

Una fiera dell’esotico che sgocciola malinconia per l’assenza totale o quasi di vitamine e minerali. Il latte di cocco si distingue, invece, per l’alta concentrazione di grassi, 23 gr su 100 grammi, di cui 12 grammi di soli grassi saturi. Sono grassi saturi a catena media (MCT) e con una via di assorbimento preferenziale, ma questo nulla toglie al pericolo che rappresentano per la salute.  Laurico e miristico sono i grassi a catena media più rappresentati e vengono assorbiti per diffusione passiva senza bisogno di trasportatori specifici. Non devono essere smontati e rimontati negli enterociti, come quelli a lunga catena e dopo l’assorbimento non devono essere incorporati nelle lipoproteine di trasporto, ma possono circolare nel sangue semplicemente legati all’albumina sierica. Sono dunque più velocemente disponibili per l’ossidazione e per fornire energia. Ed è proprio questo il problema: SONO PREFERENZIALMENTE OSSIDATI, MA NON PROMUOVONO L’OSSIDAZIONE. E se non vengono usati restano in giro a fare danni alle arterie. Sono un vantaggio solo per chi ha un problema di malassorbimento dei lipidi. Oppure per atleti di resistenza. Detto questo, vale ancora il principio che gli acidi laurico e miristico sono tra i più aterogenici (anche se il laurico è meglio del miristico).

 

SCIROPPO DI ACERO,  DI AGAVE, DI MALTO, D’UVA, DI YACON E DI RISO

 

Il loro successo? Sfruttare l’antico stereotipo dell’origine “naturale” (falso, vengono giustamente estratti e bolliti per via industriale) per spremere la fame di speranza. Ottimi per i loro aromi, non sono altro che un concentrato di zuccheri. Gli stessi, in genere, che troviamo nello zucchero da cucina. Vitamine e minerali in quantità trascurabili

 

CURCUMA, LA GHIGLIOTTINA DI NATURE

 

Tra i templari della sacralità della CURCUMA si saranno sparsi granelli di imbarazzo di fronte alla più ampia rassegna critica sulla curcumina mai realizzata. Sono più di 120 gli studi clinici che hanno segregato nel ripostiglio dell’evitabile le velleità terapeutiche della CURCUMINA, principio attivo della curcuma. Per diversi giri di calendario migliaia gli studi modesti hanno servito la causa di appaltare alla curcuma la voce della speranza per disfunzione erettile, irsutismo, calvizie, cancro fino al morbo di Alzheimer. Nulla da fare: dal punto di vista farmacologico la curcumina è una molecola inaffidabile e molto efficiente nell’arte del travestitismo molecolare. Spacciandosi spesso per quella che non è. Così ha alimentato test (e speranze) falsi positivi per tantissimo tempo. Ora, una rassegna pubblicata nel gennaio 2017 dal Journal of Medicinal Chemistry e ripresa da Nature dovrebbe mettere la parola FINE all’assortimento di illusioni e false promesse sospinto fino a oggi da vani canti di gloria spesi sulla curcuma.

 

 

THE VERDE

 

 

 

NON SERVE A DIMAGRIRE.

Una bevanda che ha spremuto alla nausea il combinato disposto dell’orientalismo take-away e della strumentalizzazione a colpi di cinismo dell’evocativo colore “verde”con tutta la sua filiera tematica che si porta appresso: natura, cibo sano, cibo terapeutico, cibo antitutto…

I creativi del marketing cantano alti lai sui suoi effetti dimagranti, dati per certi.

Prestigiose riviste scientifiche ci rivelano invece che il the verde indurrebbe una perdita di peso molto bassa e statisticamente insignificante in adulti sovrappeso e obesi. E che non ha avuto un effetto significativo nel mantenimento del peso perso.

 

 

CONCLUSIONE

Gli alimenti oggetto della revisione critica vanno benissimo se proiettati sull’orizzonte del gusto personale. Da consigliare/sconsigliare sulla persona: chi parte con un corredo muscolare esangue non dovrebbe essere imbottito di cereali e gallette varie che hanno nei carboidrati il loro punto di forza. Carboidrati che non troverebbero muscoli ove alloggiare. Unica soluzione, trasformare in grasso tutti questi zuccheri senza fissa dimora.

Mentre attribuire a questi alimenti straordinarie proprietà salutistiche risponde a una grammatica che evoca suggestioni da osteria. Parate di illusionismi da tumulare nel sepolcro del dimenticabile.

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

“Scientific Opinion on the substantiation of a health claim related to oat beta-glucan and lowering blood cholesterol and reduced risk of (coronary) heart disease pursuant to Article 14 of Regulation (EC) No 1924/2006”, su EFSA Journal 2010;8(12):1885

 

The effects of green tea on weight loss and weight maintenance: a meta-analysis.

Hursel R, Viechtbauer W, Westerterp-Plantenga MS.

 

 

Cochrane Database Syst Rev. 2012

Green tea for weight loss and weight maintenance in overweight or obese adults.

Jurgens TM, Whelan AM, Killian L, Doucette S, Kirk S, Foy E

 

Am J Clin Nutr. 2013

Catechin- and caffeine-rich teas for control of body weight in humans.

Hursel R, Westerterp-Plantenga MS.

 

J Nutr Biochem. 2011

Antiobesity effects of green tea catechins: a mechanistic review.

Rains TM1, Agarwal S, Maki KC.

 

Nutr Hosp. 2014

[Effect of green tea or green tea extract consumption on body weight and body composition; systematic review and meta-analysis]

 

J Med Chem. 2017

The Essential Medicinal Chemistry of Curcumin.

Nelson KM, Dahlin JL, Bisson J, Graham J, Pauli GF, Walters MA.

 

Nature. 2017

Deceptive curcumin offers cautionary tale for chemists.

Baker M.

 

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/06/29/sciroppo-delle-mie-brame-chi-e-il-piu-naturale-del-reame/

https://ndb.nal.usda.gov/ndb/

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